E fece l’atto di svincolarsi; ma lei lo strinse con maggior forza, tremando violentemente.
— È un po’ di nervosismo, — disse lei battendo i denti. — Fra un minuto passerà. Ecco! mi sento già meglio.
I suoi brividi diminuivano a poco a poco. Egli se la teneva sempre fra le braccia, ma la sorpresa e il disagio erano venuti meno.
— Mia madre voleva che sposassi Charley Hapgood, — disse lei.
— Charley Hapgood! quel grammofono d’idee piatte! — gemette Martin... — Poi aggiunse: — E ora, penso che vostra madre desideri che sposiate me. — Non era una domanda, la sua: era l’affermazione d’una certezza.
— Lei non si opporrà più, lo so, — disse Ruth.
— Mi considera come un ottimo partito, senza dubbio?
Ruth fece segno di sì.
— Eppure non sono un fidanzato più conveniente ora, che non quando lei volle rotto il fidanzamento, — disse lui pensoso. — Non sono mutato per nulla; sono lo stesso Martin Eden: no! peggio: fumo più che mai. Non sentite?
Senza rispondergli, lei posò le dita sulle labbra di Martin, graziosamente, e attese il bacio che quel gesto le procurava, un tempo. Ma il bacio non venne. Martin aspettò che lei avesse ritirato le sue dita, e proseguì: