— Io non sono mutato: non ho «un’occupazione», non ne cerco, non ne cercherò. E ho sempre la convinzione che Herbert Spencer è un nobile e grande uomo, e che il giudice Blount è un asino calzato e vestito. Ho pranzato da lui l’altra sera, e le mie idee al riguardo hanno avuto una nuova conferma.
— Ma non avete accettato l’invito di mio padre, — disse lei con voce di gentile rimprovero.
— Toh! lo sapete anche voi? L’aveva mandato vostra madre?
Lei tacque.
— È stata vostra madre: lo pensavo. Penso che sia stata anche lei a mandarvi qui, non è vero?
— Nessuno sa che sia venuta, — disse lei protestando, — Credete che mia madre me l’avrebbe permesso?
— Essa vi permetterebbe di sposarmi, questo è certo.
Lei lanciò un grido:
— Oh, Martin! come siete crudele! Non mi avete abbracciata neppure una volta. Siete freddo come un marmo. Pensate a quello che ho osato fare! — Lei lanciò uno sguardo intorno, tremando, ma con una certa curiosità.
— Pensate che sono qui, in camera vostra!