Il rimprovero lo fece ridere d’un riso amaro.
— Ecco! è proprio così, — diss’egli. — In un momento critico, quando è in rischio ciò che voi credete la felicità della vostra vita, una bestemmia vi fa paura, una bestemmia molto innocente, francamente!
Queste parole fecero sentire a Ruth la puerilità della sua esclamazione; ma a lei parve che egli esagerasse e se ne ebbe a male. Seguì un lungo silenzio. Lei rifletteva disperatamente, escogitando il modo di riaverlo, mentre egli pensava disperatamente al suo amore defunto. Egli non l’aveva mai amata veramente, ora lo sapeva; aveva amato una Ruth ideale, una creatura eterea, uscita tutta quanta dalla sua immaginazione, la musa ardente e luminosa dei suoi poemi d’amore; la vera Ruth, quella di tutti i pregiudizî borghesi, segnata dal marchio indelebile della meschinità borghese, quella, non l’aveva mai amata.
Essa incominciò a parlare a un tratto:
— Io so che c’è molto di vero in ciò che mi dite: io ho paura della vita; non vi ho amato abbastanza; ma ho imparato a capir meglio l’amore. Oggi, vi amo come siete diventato, per ciò che siete. Vi amo perciò, per tutto ciò che vi fa diverso da quella che chiamate «la mia classe», e a causa di tutte le vostre credenze che io non comprendo, ma che imparerò a comprendere, lo so. Io farò di tutto per comprenderle. Su! fumate, bestemmiate; tutto ciò fa parte di voi e mi piacerà per questo. Imparerò, vedrete! In dieci minuti ho già appreso molto. Il fatto che mi sono arrischiata a venire sin qui è una prova di ciò che ho già appreso. Oh, Martin!... — Essa gli si strinse addosso singhiozzando.
Per la prima volta le braccia di lui la cinsero con tenerezza, e lei lo ringraziò con un sorriso felice.
— Troppo tardi! — diss’egli. La frase di Lizzie gli tornò in monte. — Sono malato — oh, non fisicamente!... ma la mia anima, il cervello sono malati. Ho perduto il gusto di vivere. Tutto per me è lo stesso. Se m’aveste detto questo pochi mesi fa, la cosa sarebbe stata diversa. Ora è troppo tardi.
— Non è troppo tardi! — esclamò lei. — Vedrete! Vi proverò che il mio amore è ingrandito, che tengo più ad esso che alla «mia classe» e a tutto ciò che mi è caro! Io metto sotto i piedi tutti i pregiudizî; la vita non mi fa più paura. Io abbandonerò mio padre e mia madre, e i miei amici non oseranno più pronunciare il mio nome. Se volete, sono vostra, da ora, felice e orgogliosa di essere la vostra amante. Se ho tradito l’amore, voglio ora, per amor dell’Amore, tradire tutto ciò che me l’aveva fatto rinnegare.
Lei si alzò, stette davanti a lui, radiosa.
— Aspetto, Martin... — mormorò. — Aspetto che voi mi vogliate. Guardatemi.