Egli la guardò. La vide splendida. Essa riscattava davvero la sua condotta passata, si mostrava finalmente una vera donna, superiore alle leggi di ferro delle convenzioni borghesi. Era splendida, magnifica, sublime. Eppure... che gli succedeva dunque? Ciò che lei faceva non lo toccava nè lo commoveva; egli l’apprezzava freddamente, l’ammirava cerebralmente; ma il suo cuore non aveva sussultato; egli non la desiderava più. Nuovamente la frase di Lizzie gli tornò alla mente.

— Sono malato, molto malato, — diss’egli con un gesto disperato. — Sino a qual punto, ora soltanto me n’accorgo: qualche cosa in me s’è spenta. Io non ho mai avuto paura della vita, ma non avrei mai creduto di poter essere stufo della vita. La vita m’ha talmente saturato d’emozioni, che sono svuotato d’ogni desiderio di qualunque cosa. Se potessi desiderare, desidererei voi. Vedete come sono malato! — Egli rovesciò il capo e chiuse gli occhi; e come il fanciullo che, piangendo, dimentica il suo dolore per spiare i cerchi luminosi che danzano sotto le palpebre umide, Martin dimenticò la sua malattia, la presenza di Ruth, tutto, per abbandonarsi alla visione di un’immensa cortina di fogliame attraversato dai raggi del sole ardente, che si formava e fiammeggiava sotto le sue palpebre. Quel sole troppo vivo l’abbagliava, gli faceva male; eppure egli lo guardava... perchè? Riacquistò coscienza di sè, al rumore della maniglia della porta. Ruth se ne andava.

— Come farò a uscire? — disse lei, con voce di pianto. — Ho paura!

— Oh! chiedo scusa! — esclamò lui, saltando in piedi. — Sono fuori di me, come vedete. Avevo dimenticato che siete qui.

Si toccò la testa col dito. — Vedete, non sto molto bene. Vi accompagno io. Usciremo per la porta di servizio, e nessuno ci vedrà. Abbassate il velo, e tutto andrà bene.

Essa gli si tenne aggrappata al braccio, lungo i corridoi male illuminati, e l’angusta scalinata.

— Sono in salvo, — disse lei, quando furono sul marciapiede, e, vivacemente, lei fece un movimento per svincolare il braccio.

— No, no, vi accompagno sino a casa, — rispose Martin.

— No, ve ne prego; è inutile, — disse lei.

E nuovamente essa tentò di svincolare il braccio.