— Che significa una doppia negazione? — domandò egli, aggiungendo umilmente: — Vede, non capisco neppure le sue spiegazioni.
— La verità è che non gliel’ho spiegato, — fece lei sorridendo. — Si avrebbe una doppia negazione quando, per esempio, ecco, lei dicesse: «Non saprei non spiegartelo». La prima parte della frase è negativa, la seconda parte è anch’essa negativa; secondo la regola che due negazioni formano un’affermazione, il significato della sua frase sarebbe questo: che lei saprebbe spiegarlo.
— È chiarissimo! non ci avevo mai pensato, — fece lui dopo aver ascoltato attentamente, — e certo non commetterò mai più un errore come questo.
La rapidità con la quale egli comprendeva sorprese lei e le fece piacere.
— Lei troverà tutto ciò nella grammatica, — continuò lei. — E poi, un’altra cosa, ho osservato nel suo modo di parlare. Lei dice: «Che i ho detto», invece di «che gli ho detto». Non le urta l’orecchio: che i ho detto?
Egli riflettè un momento, poi confessò con semplicità: — N’ posso dire che mi urta.
— Perchè, a proposito, non dice: non posso dire? — aggiunse lei. E il modo col quale lei si mangia metà delle parole è terribile!
Egli si piegò davanti, tentato dal desiderio d’inginocchiarsi davanti a una creatura così meravigliosamente istruita.
— Senta, mi è impossibile correggerla in tutto. Le occorre una grammatica. Gliene cercherò una e le mostrerò come deve cominciare.
E lei si alzò e lui fece altrettanto, esitando tra il vago ricordo d’una norma di buon contegno letto in un libro di buone maniere e il timore che lei credesse che andasse via.