— È la prima volta che Ruth osserva un uomo — disse lei a suo marito. — È stata sempre così estranea a tutto ciò che riguarda gli uomini, che ne risentivo un gran fastidio.
Il signor Morte guardò sua moglie con curiosità.
— Hai intenzione di servirti di quel giovane marinaio per destarla? — le domandò.
— Voglio fare in modo, comunque, ch’essa non muoia zitellona. Se quel giovane Eden può destarle interesse per l’umanità in genere, tanto meglio!
— Benissimo, — ribattè il signor Morse. — Ma supponiamo, giacchè certe volte bisogna suppone l’impossibile, cara mia, supponiamo ch’egli desti in lei un interesse troppo spinto?
— Impossibile, — fece la signora Morse ridendo. — Prima di tutto, lei ha tre anni di più di lui, e poi... no, è impossibile. Niente di simile succederà, credimi!
Mentre il compito di Martin si precisava così, egli meditava, trascinato da Arturo e Norman, una stranezza. Essi avevano deciso una gita in bicicletta per la domenica mattina; e la cosa interessò Martin solo quando seppe che Ruth partecipava anch’essa. Egli non sapeva andare in bicicletta, e d’altra parte, non ne aveva; ma giacchè Ruth sapeva adoperarla, non gli rimaneva altro che imparare: così disse fra sè. Nel ritornare a casa, dunque, egli entrò in un deposito di biciclette e ne comperò una di duecento lire, spendendo un mese di paga faticosamente guadagnata!
Quella spesa riduceva notevolmente i suoi risparmi; ma egli riflettè che, aggiungendo alle cinquecento che avrebbe avuto dalla Rivista, le duemila che gli avrebbe dato il Compagno della Gioventù, avrebbe riassestato le sue finanze. Egli considerò con la stessa indifferenza il fatto di sciupare il vestito nuovo tentando di ritornare a casa in bicicletta quella sera! Arrivato al negozio del signor Higgingbotham, ordinò per telefono un vestito nuovo al sarto. Poi, lungo la scalinata stretta, rapida come una scaletta di salvataggio da pompieri sospesa ai fianchi della casa, egli sollevò la bicicletta e scoprì che, scostando il letto dal muro rimaneva uno spazio appena sufficiente, nella cameretta, per lui e la macchina.
Egli aveva avuto l’intenzione di dedicare tutta la domenica alla preparazione del famoso esame; ma l’articolo sui pescatori di perle lo trascinò, ed egli trascorse la giornata a esprimere febbrilmente le belle immagini che lo assillavano. Il fatto che la rivista di quel giorno aveva dimenticato di pubblicare il suo articolo sui «Cercatori di tesori» non l’affliggeva punto; egli mirava molto più in alto. Poichè aveva fatto l’orecchio sordo a tutti i richiami, rinunziò al greve pranzo domenicale che il signor Higgingbotham regalava invariabilmente alla sua famiglia. Pel signor Higgingbotham, quel pranzo rappresentava il segno esteriore della sua condizione sociale e prosperità, ed egli lo festeggiava con delle idee piatte circa le istituzioni americane, e la riconoscenza che si deve a tali istituzioni che permettono a qualsiasi onesto lavoratore di elevarsi, e in quel caso «elevarsi» significava, com’egli osservava, infallibilmente, diventare, da garzone di droghiere, proprietario delle Derrate alimentari Higgingbotham.
Quel mattino di lunedì, Martin Eden salutò con un sospiro «i pescatori di perle» non terminati, e prese il tranvai per Oakland e il collegio. E, quando, giorni dopo, potè sapere il risultato dei suoi esami, vide che aveva dato cattiva prova in tutte le materie fuorchè in grammatica.