Martin scelse un certo numero delle sue novelle, poi, dopo un attimo d’incertezza, aggiunse ad esse i «Poemi del Mare».
Un pomeriggio d’autunno, sul tardi, andarono a fare un giro in bicicletta dalla parte delle colline. Era la seconda volta ch’egli usciva solo con lei, e mentre essi pedalavano insieme, sventolati da una brezza tiepida e salmastra, egli si disse che veramente il mondo era bello e ordinato e che era un godimento vivere ed amare.
Scesero dalle loro macchine sui margini della strada, e s’arrampicarono in cima a un poggetto dove l’erba bruciata dal sole aveva un odore delizioso e riposante di messe matura.
— Il suo compito è finito, — disse Martin quando si furono collocati, lei sul suo soprabito, lui disteso sulla terra tiepida, respirando voluttuosamente l’odore soave dell’erba. — Non ha più ragion d’essere, e quindi ha cessato d’esistere, — proseguì egli accarezzando amichevolmente l’erba appassita. — Piena d’ambizione, essa è cresciuta sotto le lunghe tempeste dell’ultimo inverno, ha lottato contro la violenza della primavera, è fiorita d’estate seducendo api e altri insetti, ha affidato al vento il suo seme, ha lottato con la vita e...
— Perchè analizzare sempre tutto in modo così terribile? — interruppe lei.
— Perchè ho studiato l’evoluzione della materia, credo. Da poco tempo ho degli occhi, insomma.
— Ma mi sembra che lei perda il senso della bellezza, in questo modo; che la distrugga, come i bambini quando prendono le farfalle e ne sciupano il velluto delle ali lucenti.
Egli scosse negativamente il capo.
— Sinchè ignoravo il significato della bellezza, che però s’imponeva a me, senza che io ne capissi il come e il perchè. Ora comincio a sapere. Quest’erba, ora che so perchè è erba, e come è diventata tale, mi sembra più bella. E come! Ma è tutto un romanzo la storia del minimo filo d’erba, e un romanzo d’avventure! La sola idea di ciò mi commuove. Quando io rifletto a tutto questo dramma della forza e della materia, e alla loro formidabile lotta, mi viene voglia di scrivere l’epopea del filo d’erba!
— Come parla bene! — disse lei, con aria assente; ed egli osservò che lei lo guardava con attenzione.