— Un po’ d’isterismo e un bel po’ di melodramma, eh? — diss’egli con tono ironico. — Ma non importa: tu hai conciato per le feste Testa di formaggio, e concerai per bene gli editori, dovessi aspettare undici anni. Tu non puoi fermarti così: bisogna continuare. È una lotta senza quartiere, sai?

CAPITOLO XVI.

Suonò la sveglia, strappando Martin dal sonno, con una brutalità capace di far venire un’emicrania a un altro uomo robusto. Sebbene profondamente addormentato, egli si svegliò di botto, come i gatti, tutto contento del fatto che le sue cinque ore d’incoscienza erano trascorse. Già prima che la pendola avesse terminato il suo trillo, eccolo che col capo immerso nel catino, si sciacquava, sotto il morso dell’acqua gelida.

Ma quel giorno egli non seguì il solito programma. Nessuna storia incompiuta l’attendeva; nessun poema nuovo richiedeva un definitivo ritocco: i suoi studi gli avevano fatto far tardi, e l’ora della colazione era prossima. Egli tentò di leggere un capitolo di Fiske, ma sentendosi il cervello snervato, chiuse il libro. Quel giorno cominciava una nuova lotta, e per un periodo di tempo bisognava metter da parte la letteratura. La tristezza ch’egli ne provò fu simile a quella di chi abbandoni la famiglia e il focolare. Ecco! Egli abbandonava quei suoi miseri disonorati figliuoli che nessuno voleva. S’accostò ad essi e incominciò a sfogliarli, rileggendo qua e là brani prediletti; rilesse anche «La Marmitta», ad alta voce, come «L’Avventura», «Gioia», il suo ultimo nato del giorno prima, ch’egli aveva gettato in un cantuccio, per la stizza di non aver francobolli, gli piacque più che mai.

— Non capisco, — mormorò, — o meglio: sono gli editori che non capiscono... C’è qualche cosa di bizzarro qua dentro. E intanto gli scritti ch’essi pubblicano diventano peggiori, di mese in mese! Quasi tutto è cattivo...

Dopo la colazione, mise la macchina da scrivere nella custodia e la portò ad Oakland.

— Io vi sono debitore di un mese, — diss’egli all’impiegato. — Ma direte al padrone che vado a lavorare; che di qui a un mese circa sarò tornato e rifornito.

Egli prese il battello per San Francisco e corse all’agenzia di collocamento.

— Un lavoro qualsiasi, purchè non si tratti di commercio, — disse egli all’agente. Fu subito interrotto da un nuovo venuto, vestito con la ricercatezza vistosa di certi operai portati, d’istinto, all’eleganza. L’agente scosse negativamente il capo.

— Niente che possa andar bene, eh? — fece l’altro. — Non c’è che dire, bisogna che trovi qualcuno, oggi.