E come un’ombra desolata, nel mezzo della via, aspettò sinchè Martin non fu sparito nella svolta.

— È un buon diavolo, quel ragazzo, — brontolò, — un buon diavolo.

Poi s’incamminò lentamente verso i pozzi, dove una mezza dozzina di serbatoi attendevano, sul margine, i convogli che salivano.

CAPITOLO XIX.

Ruth e la sua famiglia erano di ritorno, e Martin, dal suo arrivo, li vide spesso. Essa aveva compito gli studî; lui, depresso fisicamente e intellettualmente, non scriveva. Poterono dunque vedersi a loro agio, per la prima volta, e la loro intimità crebbe rapidamente. Dapprima Martin non fece altro che riposare; dormì moltissimo, passò lunghe ore fantasticando, pensando, senza far nulla. Era come un convalescente guarito d’una lunga malattia. Il primo segno della rinascita si verificò il giorno in cui s’interessò nuovamente della lettura dei giornali. Allora ricominciò a leggere novelle frivole, versi, e giorni dopo ripiombò nuovamente, a testa bassa, nella lettura di Fiske tanto negletto. Il suo temperamento e la sua salute eccezionali avevano ripreso il sopravvento, ed egli godeva più che mai delle energie profonde della sua giovinezza.

Ruth, quando seppe che egli, appena riposatosi, avrebbe ripreso la navigazione, non seppe nascondere il suo malumore.

— Perchè fa questo? — disso lei.

— Per guadagnar denaro, — rispose Martin. — Bisogna che mi provveda di nuove risorse, in previsione d’una nuova lotta contro gli editori. Il denaro è l’anima della guerra, specialmente nel caso mio — il denaro e la pazienza.

— Ma se le occorre soltanto del denaro, perchè non è rimasto nella lavanderia?

— Perchè la lavanderia faceva di me un bruto. Un lavoro come quello spinge fatalmente a bere.