— Non mi vorrà dire che lei!... — E lo fissò con occhi spalancati dall’orrore.
Egli avrebbe potuto facilmente eludere la domanda; ma era schietto ed istintivo per natura, e ricordò la risoluzione presa, una volta, di essere sincero a qualunque costo.
— Sì, — rispose, — proprio così. Parecchie volte.
Con un brivido lei si scostò da lui.
— Nessuno degli uomini che mi hanno avvicinata, ha fatto questo.
— Perchè non hanno mai lavorato nella lavanderia delle Acque Termali di Shelley, — fece lui ridendo amaramente. — Il lavoro è una buona cosa, è necessario alla salute umana, come dicono i predicatori; e Dio sa se mi ha fatto mai paura! Ma «il troppo stroppia», dice il proverbio, e la stiratoria esagerava, veramente. Ecco perchè riprendo la navigazione. Credo che sarà il mio ultimo viaggio, giacchè, al ritorno, mi affermerò con le mie opere. Ne sono sicuro.
Lei rimase silenziosa, ostile, ed egli l’osservava malinconicamente, considerando com’ella fosse incapace di capire la sua dolorosa esperienza.
— Un giorno scriverò su «L’avvilimento causato dal lavoro», o «Psicologia del vizio di bere nella classe operaia», qualche cosa di simile.
Mai come in quel momento, dal loro primo incontro, s’erano sentiti così lontani l’una dall’altro. Quella confessione così schietta fatta con uno spirito di ribellione l’aveva disgustata. Il suo abbrutimento la urtava molto più che non la causa diretta di esso; lei dovette riconoscere come e quanto si fosse accostata a lui, e, ammesso questo, la necessità di vedere sino a qual punto la loro intimità potesse consolidarsi. In lei si ridestavano, con un senso di pietà, anche ingenui e idealistici propositi di rieducazione. Essa avrebbe salvato quella frusta giovinezza piena di tanta buona volontà. L’avrebbe salvato dall’influsso maledetto del suo ambiente d’un tempo, a dispetto di lui. Tutto ciò le sembrava frutto d’un nobilissimo stato d’animo, e lei non immaginava neppure che potesse essere semplicemente gelosia e desiderio d’amore.
Fecero molte gite in bicicletta, durante quei deliziosi pomeriggi della fine d’autunno, e laggiù, sulla collina, lessero, ad alta voce, dei versi — ora l’uno ora l’altro di quei nobili poemi che innalzano l’animo. La rinunzia, la pazienza, lo studio, il dovere, l’ordine erano principî ch’essa gli inculcava in quel modo indiretto e che le erano stati inculcati da suo padre, dal signor Butler, e da Andrew Carnegie, che, da povero piccolo emigrante, era poi diventato il gran dispensiere di libri dell’universo.