— Io non credo che lei abbia capito una parola di ciò che ha letto! — disse lei, quando egli ebbe perso di vista il brano che leggeva.
Egli fissò su di lei i suoi occhi divoratori, ma questa volta non s’intimidì, e rispose colla massima naturalezza:
— Neppure lei, d’altra parte. Di che trattava l’ultimo sonetto?...
— Non lo so! — confessò lei ridendo. — L’ho già dimenticato. Non leggiamo più: la giornata è troppo bella.
— È l’ultima nostra, sulla collina, per un certo tempo, — diss’egli gravemente. — Si prepara un uragano all’orizzonte.
Il libro scivolò sull’erba, e rimasero silenziosi, immobili, perdendo verso il golfo addormentato lo sguardo dei loro occhi che non vedevano.
Ruth, talvolta, insinuava uno sguardo verso il collo di lui, inevitabile come il destino: involontariamente, la sua spalla sfiorò l’altra spalla, con la leggerezza d’una farfalla che sfiora un fiore. Lei sentì il brivido che rispondeva a quel contatto, e ch’era tempo che si scostasse; ma la volontà non le obbediva più, e lei non pensò neppure a resistere, invasa da un’inebbriante follìa.
Dolcemente, egli la circondò col braccio; deliziosamente tormentata, lei ne seguì i gesti lenti. Aspettava — non sapeva bene che cosa — ansante, con le labbra secche ed ardenti, col cuore che le balzava, la febbre nelle vene. Dolcemente, con moto infinitamente carezzevole, il braccio risalì e l’attrasse. Con un grosso sospiro di stanchezza, essa abbandonò la testa sul petto di lui, che si chinò tendendo verso di lei le labbra, mentre quelle di Ruth s’accostavano a mezzo.
— Ecco, è l’amore! — disse lei fra sè, in un barlume di ragione. — Se non è amore, non mi rimane che morir di vergogna.
Ma non poteva essere che amore; lei amava quell’uomo che la stringeva fra le braccia, le cui labbra le premevano le labbra. Essa gli si rannicchiò contro, con un movimento malizioso di tutto il corpo, e, a un tratto, svincolandosi dalla stretta esultante, posò tutt’e due le mani sul collo abbronzato di Martin. La sensazione di quel desiderio realizzato fu così violenta, che con un sordo gemito lei gli abbandonò le mani e gli ricadde, mezzo svenuta, tra le braccia.