Neppure una parola era stata detta, neppure una parola scambiata, per parecchi lunghi minuti. Due volte egli si chinò per baciarle le labbra; ogni volta, le sue labbra ricevevano timidamente il bacio e lei gli si rannicchiava sempre più addosso. Non poteva allontanarsi da lui; ed egli, tenendola stretta al suo cuore, guardava la gran città immersa nel fumo, di là dal golfo, senza vederla.

Questa volta, almeno, il suo cervello non era agitato da sogni; la luce, il colore, tutta la bellezza del mondo erano là, splendenti come il giorno, ardenti come il suo amore. Egli si chinò su di lei, che mormorò:

— Da quanto tempo mi amate?...

— Da sempre; dal giorno che vi ho vista la prima volta. Sono partito, pazzo d’amore, e da quel tempo, la mia follìa non ha fatto che crescere. E ora, cara, sono più pazzo che mai. Non so più che sia... la testa mi gira, dalla gioia.

— Sono felice, Martin... caro! — fece lei, con un lungo sospiro.

Egli se la strinse al petto, sin quasi a soffocarla, poi domandò:

— E voi, quando ve ne siete accorta?

— Oh! ma l’ho capito subito! quasi subito.

— E io non ho visto nulla! — esclamò lui, piccato. — Me ne sono accorto soltanto... ora, quando vi ho abbracciata.

— Non volevo dir questo! — e lei si raddrizzò un po’, e lo guardò. — Voglio dire che dal principio ho capito che m’amavate.