Beauty-Smith, rovesciato nuovamente, ritenne che il suolo fosse il posto più sicuro per lui, e rimase coricato dov’era caduto, senza fare alcun tentativo per risollevarsi.

— Venite qui, Matt, e aiutatemi! — fece il giovanottone al compagno che l’aveva seguito nel cerchio.

I due uomini si chinarono sui combattenti; Matt sostenne Zanna Bianca, accingendosi a svincolarlo, appena le mascelle di Cherokee si fossero schiuse; ma il giovanottone tentò invano, con le sue mani, di aprir la bocca del bull-dog; e sudava, sbuffava, tirava, esclamando fra l’uno e l’altro sforzo:

— Bruti!

La folla cominciò a brontolare e mormorare; i più arditi protestarono perchè venivano disturbati nei loro divertimenti, ma tacevano appena il giovanottone, interrompendo la sua faccenda, li fissava con lo sguardo e li apostrofava:

— Bruti, ignobili bruti!

— Tutti i vostri sforzi non servono a nulla, signor Scott, — fece infine Matt. — Non riuscirete a separarli, in quel modo.

Si rialzarono ad esaminare le due bestie.

— Non perde molto sangue, — pronunziò Matt, — e non è ancora morto.

— La morte può avvenire in un momento, — rispose Scott. — Toh! vedete? Il bull-dog ha approfondito ancora il morso.