— Chi è quel bel tipo?

— Weedon Scott, — rispose qualcuno.

— E chi è Weedon Scott, per tutti i diavoli?

— Uno di quegli indiavolati ingegneri delle miniere. Se la intende con tutti i pezzi grossi di Dawson. Se non volete dei grattacapi, è meglio che ve ne stiate alla larga, credete a me.

È in intimità con tutti i funzionarii; il Commissario dell’oro è come pane e cacio, con lui.

— Lo pensavo che era un personaggio importante, — disse Tim Keenan. — Perciò gli ho usato riguardo.

XIX. L’INDOMABILE.

— Ne dispero, — dichiarò Weedon Scott.

Egli era seduto sulla soglia della capanna di legno che abitava, presso Dawson, e guardava Matt, il guidatore dei suoi cani, che scosse le spalle in atto di scoraggiamento. Tutt’e due osservavano Zanna Bianca che, col pelo tutto arruffato, tirando la catena alla quale era attaccato, ringhiava ferocemente e si dimenava, per gettarsi nel tiro del nuovo possessore.

I cani del tiro, ai quali Matt aveva dato delle buone lezioni insegnando loro a colpi di bastone, di lasciare in pace Zanna Bianca, stavano in quel momento coricati, a una certa distanza, dimentichi, in apparenza, persino dell’esistenza del loro astioso compagno.