Scott si morse le labbra, bramoso di punire con rigore, e parlò duramente, con voce piena di collera. Poi, afferrato Zanna Bianca, gli tenne il naso sui polli uccisi, e incominciò a colpirlo con pesanti ceffoni.

Quando Zanna Bianca era stato schiaffeggiato da Castoro Grigio e da Beauty-Smith, aveva sentito una sofferenza fisica, ma quando gli capitava d’esserlo, ora, dal dio d’amore, avvertiva una sofferenza profonda, anche se il colpo era leggero. Ora la minima percossa gli sembrava più dura della peggiore bastonatura d’un tempo, perchè significava che il padrone era scontento. Così, da allora, non rincorse mai più polli.

C’è di più: Scott lo condusse proprio dentro il pollaio, in mezzo ai polli superstiti, e Zanna Bianca, vistosi sotto il naso quel cibo vivo, là per là, fu sul punto di cedere all’istinto; ma il padrone lo fermò colla voce, e da allora Zanna Bianca rispettò il dominio dei polli, dimenticandone persino l’esistenza.

E poichè il Giudice Scott pareva dubitasse che quella conversione fosse definitiva, Zanna Bianca fu rinchiuso tutto un pomeriggio nel pollaio. Nulla accadde: Zanna Bianca si coricò e finì coll’addormentarsi; quando si svegliò, andò a bere nell’acqua del truogolo, poi, annoiato di vedersi prigioniero, preso lo slancio, balzò sul tetto del pollaio e saltò fuori.

E calmo, andò a presentarsi alla famiglia che l’osservava dalla scalinata; e il Giudice Scott, guardandolo in faccia, pronunciò sedici volte, con solennità:

— Zanna Bianca, voi valete più di quanto io non pensassi.

Intanto Zanna Bianca imparava anche che non doveva toccare neppure il pollame appartenente agli altri dei: gatti, conigli e tacchini e, in genere tutte le cose vive ch’erano lì intorno, dovevano essere lasciate in pace. Persino nella solitudine dei prati, una quaglia poteva, senza danno, svolazzargli davanti al naso; fremente, spasimante di desiderio, egli dominava il suo istinto, e rimaneva immobile, rispettando così la legge degli dei.

Pure, un giorno egli vide Dick puntare e inseguire un coniglio di conigliera; il padrone, che era presente, non si oppose, anzi incoraggiò persino Zanna Bianca a unirsi con Dick.

Dunque, ecco una nuova legge: i conigli di conigliera non erano tabù come gli animali domestici; e neppure gli scoiattoli, le quaglie, le pernici, creature considerate come quelle del Wild, non protette dagli dei, i quali difendevano solo le bestie domestiche.

Perciò, era permesso ai cani fare preda delle altre bestiole. Tutte quelle leggi erano infinitamente complesse, la loro rigida osservanza difficile, e formavano come un ingarbugliato gomitolo della civiltà, che, trattenendo di continuo gli impulsi naturali, confondeva Zanna Bianca.