Egli allora tese le orecchie, e percepì rumori soffocati e movimenti lievi; non ringhiò come al solito. Il dio straniero apparve, insinuandosi come un’ombra. Più silenzioso di lui, Zanna Bianca lo seguì, avendo appreso nel Wild, quando andava a caccia di carne viva, a non rivelarsi.
Il dio straniero si fermò appié della grande scalinata e stette in ascolto, mentre Zanna Bianca, immobile come un morto, spiava e attendeva.
Proprio in cima alla scalinata era la camera del padrone, e, accanto ad essa, erano le camere degli altri dei della casa, i quali costituivano il bene più caro del padrone.
Zanna Bianca cominciò a raddrizzarsi, ma aspettò ancora; il piede del dio straniero si sollevò: egli incominciava a salire.
E allora Zanna Bianca colpì; senza avvertimento alcuno, secondo il suo costume, egli lanciò il corpo avanti, come la pietra di una fionda, e si abbattè sulle spalle del dio straniero, alle quali si uncinò colle zampe, mentre gli conficcava le zanne nella nuca. Il dio cadde riverso, sul cane, e tutt’e due piombarono sul pavimento.
La casa s’era destata in allarme; ciascuno, chinandosi sulla scalinata, udì un fracasso quale avrebbe potuto fare una lotta di demonii; s’udirono colpi di rivoltella, insieme con ringhi e una voce d’uomo che lanciò un grido d’orrore e d’angoscia; poi seguì un frastuono di vetri infranti e di mobili rovesciati, e, a un tratto tutto tacque. Solo, come dei crepitii di bolle d’aria alla superficie dell’acqua, salirono dal baratro oscuro; poi silenzio...
Weedon Scott girò la chiavetta della luce elettrica, e la scalinata e l’atrio si empirono di luce; accompagnato dal giudice Scott, egli scese, con precauzione, tenendo una rivoltella in mano. Ma ormai non c’era più pericolo; tra un naufragio di mobili rovesciati e spostati, steso su un fianco, con la faccia ricoperta da un braccio, giaceva un uomo. Weedon Scott si chinò su di lui, distese il braccio e voltò la faccia dell’ignoto verso la luce; dalla gola squarciata era fuggita la vita.
— Yim Hall! — esclamò il giudice Scott.
Padre e figlio si guardarono e s’intesero.
Si volsero quindi verso Zanna Bianca ch’era anch’egli disteso su un fianco, e aveva gli occhi chiusi. Una palpebra si sollevò appena: egli guardò coloro che erano chini su di lui e con la coda accennò a un saluto appena visibile, rivolto al padrone.