Weedon Scott lo accarezzò, e dalla gola del lupo uscì un ronron di riconoscenza, ma subito le palpebre si rinchiusero, e il corpo ricadde come un sacco, sul pavimento.
Immediatamente, per telefono, fu chiamato un chirurgo; l’alba sbianchiva le finestre, quando l’uomo dell’arte arrivò.
— Francamente, c’è una probabilità su mille ch’egli possa scampare, — concluse egli dopo un’ora e mezza d’esame. — Una zampa è rotta; tre costole sono spezzate, e una palla almeno deve aver perforato il polmone; senza tener conto di tutto il sangue che ha perduto, e delle probabili lesioni interne.
— Certo è stato proiettato in aria. Lasciamo stare le tre pallottole che l’hanno attraversato da parte a parte. Una probabilità su mille mi pare troppo ottimismo; se mai una su diecimila.
— E quest’unica probabilità non dev’essere trascurata, — replicò il giudice Scott. — Fate uso, se occorre, della radioscopia, tentate ogni prova e non badate a spese. Weedon, telegrafa a San Francisco, e manda il dottor Nichols. Non ve ne abbiate a male, chirurgo... Ma, capirete, dev’esser fatto tutto ciò che si può per lui.
Il chirurgo sorrise con indulgenza.
— Capisco, — disse — dovete curarlo come una creatura umana, come un bambino malato. Ritornerò alle dieci. Osservate intanto la sua temperatura.
Così Zanna Bianca fu curato in modo mirabile. Qualcuno aveva proposto di chiamare ad assisterlo un’infermiera di professione, ma le figlie di Scott respinsero con indignazione la proposta. Dimodochè Zanna Bianca ebbe favorevole quell’unica probabilità su diecimila, concessa a stento dal chirurgo; il quale però, avvezzo a curare creature incivilite, discendenti da altre civili, non aveva tenuto conto della vitalità straordinaria di Zanna Bianca, proveniente direttamente dal Wild. Perciò il suo errore di giudizio non fu biasimato.
Legato come un prigioniero, privo di ogni movimento, a causa del gesso e delle fasciature, il paziente languì per delle settimane. Dormiva ore intere, ed era agitato da sogni varii; i fantasmi del passato sorgevano davanti a lui e lo circondavano.
Egli si rivedeva quando viveva con Kisce nella tana, e quando strisciava, tremando ai piedi di Castoro Grigio, per fargli omaggio, o quando correva, in corsa sfrenata, davanti a Lip-Lip e alla muta urlante, frustata a sangue dallo staffile di Mit-Sak; riviveva la sua tetra vita presso Beauty-Smith, e le antiche battaglie.