— E com’è accaduto?
— Non so: certo è che «Arditone» non poteva rodere da sè la correggia, che lo teneva legato al bastone. Dev’essere stato «Un’Orecchia» a servirlo.
— Dannato di un cane! — esclamò Bill. — Non potendo liberare sè, ha liberato il compare.
— Comunque, ormai, «Arditone» è bell’e spacciato. Credo che sia stato già digerito e che ruzzi nel ventre di venti lupi diversi.
Pronunziato, così, il terzo discorso funebre, Enrico proseguì:
— Ora, Bill, volete del caffè?
Bill fece un cenno negativo.
— È proprio sicuro? — insistè Enrico, alzando la caffettiera, — eppure è buono.
Ma Bill ch’era cocciuto scostò la tazza.
— Anzichè accettare, mi farei impiccare: ho dato la mia parola e la manterrò.