I cani s’erano coricati sulla neve, e Bill, dietro alla slitta, raggiunse il compagno. Tutti e due esaminarono lo strano animale, che li seguiva da parecchi giorni e aveva già spazzato metà della muta. Essi lo videro trotterellare ancora qualche passo avanti, poi fermarsi e ricominciare daccapo, a tratti, lo stesso movimento, sinchè non fu a breve distanza. Allora sostò, a testa alta, presso una macchia di abeti e ricominciò a osservare i due uomini, come avrebbe fatto un cane; ma senz’avere negli occhi neppure un segno dello sguardo affettuoso dell’amico dell’uomo. Era la insistenza della fame, implacabile come le zanne della bestia, disumana come la neve e il freddo.

L’animale era alquanto più grosso d’un lupo, le sue forme scarnite rivelavano uno degli esemplari più importanti della specie.

— Dev’essere di quasi due piedi e mezzo di altezza, alla spalla, — osservò Enrico, e ha quasi cinque piedi di lunghezza.

— Per un lupo, — fece Bill — ha uno strano colore: non ne ho mai visti di simili. Ma un manto che tende al rossiccio, quasi all’arancio: una tinta cannella. Veramente, il pelo della bestia, non era di questo colore, ma prevalentemente grigio, com’è di tutti i lupi; ma in quel momento, vaghi e indefinibili riflessi che percorrevano il pelo dell’animale ingannavano e confondevano la vista.

— Parrebbe un rude e grosso cane da tiro, — proseguì Bill. — Non mi meraviglierei di vedergli muovere la coda.

— Neh, cagnaccio, — chiamò. — Venite qua, qua, chiunque siate!

— Non ha nessunissima paura di te, — osservò Enrico, ridendo.

Bill agitò la mano, fece finta di minacciare, gridò a squarciagola, ma la bestia non manifestò alcun timore: si limitò a mettersi un po’ in guardia, non cessando di tener d’occhio i due uomini, con una fissità d’affamata.

Evidentemente, se avesse osato, si sarebbe accostata con piacere a quella carne, per saziarsene.

— Sentite, Enrico, — fece Bill, a bassa voce, pianissimo. — Ecco il momento di utilizzare le nostre tre cartucce; ma bisogna che il colpo non fallisca e che sia mortale: che ve ne pare?