— Mi sembra, Enrico, ch’essi si mantengano insolitamente fedeli alla nostra compagnia, — osservò Bill.

Enrico, chino sul fuoco e occupato a fare sciogliere un po’ di ghiaccio, per preparare il caffè, approvò con un cenno della testa, poi, sedutosi sulla bara e preso qualche boccone, disse:

— Sanno che stando con noi hanno la pelle assicurata. Meglio mangiare, che essere mangiati. Quei cani non sono privi di spirito.

Bill scosse la testa:

— Oh io non ne so nulla!

Il compagno lo guardò sorpreso.

— È la prima volta, Bill, che vi sento dubitare dell’intelligenza dei cani.

— Avete osservato, — rispose l’altro, masticando delle fave, energicamente, — come si sono agitati quando ho portato loro il pasto? Quanti cani avete, Enrico?

— Sei.

— Bene, Enrico.