Quella guerriglia non aveva nè fine, nè tregua; era diventato per i cagnoli, una specie di divertimento mortale.

Zanna Bianca, che conosceva meglio di loro il Wild, si prendeva il gusto di trascinarli attraverso i boschi vicini all’accampamento, dove finivano con lo smarrirsi ed abbandonarsi a lui, con gridi di richiamo, mentre egli correva, silenzioso, a passi vellutati, come un’ombra mobile fra gli alberi, al modo di suo padre e di sua madre.

Altro tiro favorito era quello di far perdere le sue tracce ai cagnoli attraverso qualche corso d’acqua; giunto sull’altra riva, egli si stendeva tranquillamente sotto un cespuglio e si divertiva ad ascoltare i gridi di delusione che ne seguivano.

In quelle condizioni di ostilità continua, verso gli altri esseri viventi, a furia di assalire ed essere assalito, rimanendo sempre indomabile, lo sviluppo di Zanna Bianca fu rapido e unilaterale. Da quello stato d’animo, non potevano sorgere certo fiori d’affetto e di bontà, sentimenti dei quali il lupetto non aveva l’ombra.

Il codice che gli era stato insegnato imponeva l’obbedienza al forte e l’oppressione del debole; Castoro Grigio, per esempio, era un Dio e un forte; quindi Zanna Bianca gli ubbidiva; ma i cani più giovani di lui, o meno robusti, erano dei deboli, cioè una cosa buona a distruggere. La sua educazione tendeva al culto del potere.

Egli diveniva più vivace nei movimenti rispetto agli altri cani dell’accampamento, più rapido nella corsa, più svelto, con muscoli e nervi di ferro, più resistente, più crudele, più feroce e mortale, più scaltro e più intelligente.

Ed era necessario che così fosse, affinchè egli potesse resistere e vivere in quell’ambiente ostile che lo circondava.

XII. L’ORMA DEGLI DEI.

Verso la fine dell’anno, quando i giorni divennero più brevi e l’aria pungente, Zanna Bianca vide che era venuta l’occasione favorevole, tante volte cercata, di riacquistare la libertà. C’era, da parecchi giorni, un grande scompiglio nell’accampamento; le tende erano state smontate e la tribù, con armi e bagagli, s’accingeva a cercare un terreno più favorevole alla caccia.

Zanna Bianca, che osservava con occhi accesi, quella confusione insolita, quando vide le tende abbattute e coricate, comprese il perchè di quell’affaccendamento.