— Sarò molto contento di finire questo viaggio.

— Che vorreste dire?

— Voglio dire che i troppi stenti vi hanno logorato i nervi, e che cominciate a veder cose....

— Così ho pensato anch’io, là per là, — rispose Bill, con gravità. — Ma le tracce che il settimo animale ha lasciate dietro di sè sono ancora segnate sulla neve. Ve le mostrerò, se volete.

Enrico non rispose e ricominciò a mangiare in silenzio. Terminato il pasto, egli annaffiò il cibo con una tazza di caffè e, pulitasi la bocca col dorso della mano:

— Dunque, Bill, voi credete che sia così?

Un lungo grido di appello, lamentoso e selvaggio insieme, sorse dall’oscurità e l’interruppe. L’uomo tacque per ascoltare, e, tendendo la mano nella direzione del grido, fece:

— È venuto uno di essi?

Bill approvò con la testa:

— Darei chissà quanto per poter pensare altrimenti. Voi stesso avete osservato il chiasso fatto dai cani.