Zanna Bianca, nella sua infanzia, s’era accorto, a confronto con lui, quanto fosse piccolo, e poco consistente; ora s’accorgeva, dal confronto, del mutamento avvenuto nel suo sviluppo e nella sua forza, mentre Baseck, invece, s’era indebolito con l’età.

Avvenne il primo scontro fra loro, nell’occasione dello squartamento d’un alce ucciso da poco. Zanna Bianca, che aveva avuto, come porzione, uno zoccolo e una tibia alla quale era attaccata un po’ di carne, appartatosi dagli altri cani che contendevano dietro un cespuglio, stava divorando tranquillamente la sua preda, allorchè Baseck gli si slanciò contro. Egli contrattaccò balzando sull’intruso, di cui lacerò le carni, e indietreggiò lasciando Baseck stupito della temerità del lupetto, e del rapido assalto. Baseck infatti era rimasto come attonito a guardare stupidamente l’avversario e l’osso rosso e insanguinato fra loro.

Baseck, che aveva già fatto esperienza del valore crescente dei cagnuoli un tempo picchiati da lui, faceva appello a tutta la sua saggezza, per sopportare ciò che non poteva impedire. Un tempo si sarebbe precipitato su Zanna Bianca, nel furore di un giusto sdegno, ma ora, riconoscendo la sua impotenza, si limitò a drizzarsi fieramente e a guardare il lupetto al disopra dell’osso, con disprezzo.

Zanna Bianca, da parte sua, risentendo in sè tracce dell’antico terrore, si raggomitolò e si fece piccino, pensando al modo come avrebbe potuto compiere una ritirata che non fosse troppo vergognosa.

Ma Baseck giudicò male quello stato di cose: credette che bastasse aver intimidito il lupetto col suo sguardo sprezzante, giacchè Zanna Bianca era fuggito lasciando la carne. Baseck non ebbe pazienza di attendere; considerando la sua vittoria come un fatto compiuto, s’avanzò verso la carne, ma mentre curvava la testa, senza alcun sospetto, per annusarla, ecco il lupetto raddrizzarsi un po’. E sin qui la posizione del vecchio cane era salva; se egli fosse rimasto risolutamente al suo posto rialzando la testa e facendo luccicare minacciosamente i suoi occhi, Zanna Bianca si sarebbe ritirato pietosamente; ma l’odore della carne fresca saliva alle sue nari, e lo stimolo era così forte, che egli non potè resistere al desiderio di gustarla.

Era troppo per Zanna Bianca, avvezzo da tanto tempo a essere il padrone assoluto dei suoi compagni di viaggio, e incapace di frenarsi nel vedere che un altro cane divorava della carne che gli spettava.

Egli colpì, secondo il solito, senza preavviso. Baseck s’ebbe, sin dai primi colpi, un’orecchia tutta lacerata, e, mentre era ancora stordito dal colpo, altri guai addosso.

Rovesciato colle zampe in aria, morsicato nella gola, mentre lottava per rimettersi in piedi, sentì due volte le zanne del lupetto conficcarglisi in una spalla; e dopo un’inutile risposta, dopo un morso irritato che non afferrò altro che aria, ecco che veniva colpito al muso e allontanato dalla carne.

La situazione fu capovolta; Zanna Bianca, dritto e minaccioso, se ne stava sulla tibia, mentre Baseck si teneva indietro e si preparava alla ritirata, non osando attaccar battaglia col lupetto, il cui rapido assalto lo aveva sconvolto, e sentendo con maggiore amarezza la debolezza dell’età.

Baseck fece uno sforzo eroico per salvar la propria dignità; voltata la schiena, con calma, a Zanna Bianca e alla tibia, come se l’uno e l’altra fossero cose insignificanti e punto degne della sua considerazione, si allontanò con passo nobile.