Zanna Bianca vedeva di malocchio quell’uomo che emanava cattivo odore; egli intuiva il male che era in lui, ne temeva la mano distesa e le parole false e untuose: lo odiava.

Negli esseri semplici, la nozione del bene e del male è semplicista: il bene è rappresentato da tutte le cose che portano contentezza e soddisfazione, ed evitano le sofferenze; il male da tutto ciò ch’è incomodo e spiacevole, da tutto ciò che minaccia e colpisce.

Zanna Bianca intuiva che Beauty Smith era il male, e che quindi era saggezza odiarlo. Da quel corpo deforme e da quell’anima perversa si spandevano, pel lupetto, occulte emanazioni, simili a quelle nebbie pestilenziali che s’alzano dalle paludi.

Zanna Bianca era presente, nell’accampamento di Castoro Grigio, allorchè Beauty fece la prima comparsa. Ma già prima che quello apparisse, solo dalla risonanza del suolo, dai passi lontani, Zanna Bianca aveva capito la natura di colui che veniva, e aveva incominciato a arruffare il pelo.

Sebbene egli fosse, in quel momento, comodamente disteso, in un dolce far niente, si raddrizzò vivamente e, mentre l’uomo si avvicinava, scivolò, come fanno i lupi, sino al limite dell’accampamento.

Egli non potè capire ciò che dicessero, ma vide bene che l’uomo e Castoro Grigio chiacchieravano insieme. A tratti, l’uomo indicava col dito, e allora egli ringhiava, come se la mano, dalla quale era distante circa cinquanta piedi, gli si fosse abbassata sul corpo.

L’uomo, che se ne accorgeva, rideva, e Zanna Bianca indietreggiava sempre più verso il folto dei boschi vicini, strisciando leggermente.

Castoro Grigio rifiutava la vendita della bestia; dichiarava che il commercio l’aveva arricchito e che non aveva bisogno di nulla.

Zanna Bianca era, d’altra parte, un animale di valore, il più robusto dei cani della slitta e il miglior capofila, e non aveva uguali in tutta la regione del Makenzie e dello Yukon; sapeva combattere in modo impareggiabile, e ammazzare un altro cane colla stessa facilità con la quale un uomo può uccidere una mosca.

(A questo elogio gli occhi di Beauty-Smith si illuminavano, ed egli si leccava le labbra sottili, con lingua ardente).