Zanna Bianca, rientrando una sera nell’accampamento, vide, con un sorriso di soddisfazione, che il terribile dio bianco, contro il solito, non era là e si distese per terra, come liberato da un grave peso.

Ma la sua gioia fu breve; s’era appena coricato, allorchè Castoro Grigio gli si avvicinò, titubante, e gli legò attorno al collo una correggia di cuoio. Poi sedette accanto al lupetto, tenendo con una mano la correggia, con l’altra una bottiglia, dalla quale beveva di tanto in tanto, sollevandola in aria, rovesciando la testa e inghiottendo a garganella.

Così trascorse un’ora; allorchè una lieve vibrazione del suolo annunziò l’avvicinarsi di qualcuno, Zanna Bianca sussultò, si raddrizzò, mentre l’indiano scuoteva stupidamente il capo.

Il lupetto tentò di tirare dolcemente la correggia dalla mano del padrone, ma le dita, che s’erano allentate, si contrassero, strinsero, e Castoro Grigio s’alzò.

Bellezza entrò sotto la tenda e si fermò davanti a Zanna Bianca che cominciò a ringhiare verso costui ch’egli temeva, e a tener d’occhio i movimenti ch’egli faceva con le mani.

Quando una di esse cominciò a discendergli sul capo, il ringhio del cane divenne più intenso e più rauco, e mentre la mano seguitava a scendere lentamente, egli s’abbassava, pur seguitando a guardare, vinto da una collera continua che pareva dovesse scoppiare da un momento all’altro.

A un tratto lanciò un morso; ma la mano si ritrasse rapidamente, e le zanne strinsero il vuoto, col rumore di una gola di serpente che ha morso nell’aria.

Bellezza era atterrito e furibondo. Ma Castoro Grigio diede un colpo con la mano a Zanna Bianca, che s’appiattì subito al suolo, in atto di rispettosa ubbidienza.

Intanto, Beauty-Smith, che il lupetto non cessava di osservare, era partito, poi era ritornato, con un grosso bastone. Castoro Grigio gli affidò l’estremità della correggia, e Bellezza fece l’atto di andarsene. La correggia si tese, ma Zanna Bianca resisteva, cosicchè Castoro Grigio dovette assestargli dei ceffoni a destra e a sinistra perchè il lupetto si alzasse e seguisse l’uomo.

E il lupetto si alzò, ma per precipitarsi subito addosso allo straniero che tentava di trascinarlo.