[497]. Georg. Trapezunt. Rhetorica, il primo trattato completo. — Aen. Sylvius: Artis rhetoricae praecepta, nelle Opere, p. 992; non si occupa a bello studio che della testura dei periodi e del nesso delle parole; del resto è assai caratteristico per la perfetta cognizione delle pratiche in uso. Egli cita parecchi altri trattatisti.

[498]. La di lui Vita, presso Murat. XX, è piena dei trionfi della sua eloquenza. — Cfr. Vespas. Fior. 592 e segg.

[499]. Annales Placentini, presso Murat. XX, col. 918.

[500]. Così si faceva col Savonarola, cfr. Perrens, Vie de Savonarole, I, p. 163. Ma gli stenografi non sempre erano in grado di tenergli dietro, come accadde anche con altri focosi improvvisatori.

[501]. E non è neanche uno dei migliori. Il punto più notevole è il fervorino della conclusione: Esto tibi ipsi archetypon et exemplar, teipsum imitare ecc.

[502]. Lettere e discorsi di questa specie scrisse Alberto da Ripalta: veggansi gli Annales Placentini scritti da lui, presso Murat. XX, col. 914 e segg., dove quel pedante descrive la propria carriera letteraria in modo molto istruttivo.

[503]. Pauli Jovii Dialogus de viris litteris illustribus, presso Tiraboschi, tom. VII, parte IV. — Ma un decennio più tardi, sulla fine de' suoi Elogia literaria, egli scrive: Tenemus adhuc (dopochè il primato della filologia era passato alla Germania) sincerae et constantis eloquentiae munitam arcem etc.

[504]. Un genere speciale costituiscono naturalmente i Dialoghi mezzo-satirici, che il Collenuccio e specialmente il Pontano imitarono da Luciano. Il loro esempio produsse più tardi quelli di Erasmo e di Hutten. — Pei trattati propriamente detti pare che in sul principio abbiano servito di modello alcuni brani delle opere morali di Plutarco.

[505]. Benedictus: Charoli VIII histor., presso Eccard, Scriptor II, col. 1577.

[506]. Pietro Crinito deplora questo disprezzo nel suo libro De honesta disciplina, L. XVIII, cap. 9. Gli umanisti in ciò somigliano agli autori della più tarda antichità, i quali ugualmente si discostavano dal loro tempo. — Cfr. Burckhardt, die Zeït Constantino des Grossen, pag. 285 e segg.