[523]. Hadriani (Cornetani) card. S. Chrysogoni de sermone latino liber. Principalmente la introduzione. — Egli trova in Cicerone e ne' suoi contemporanei la latinità, quale essa veramente è in sè stessa.
[524]. Paul. Jov. Elogia parlando di Battista Pio.
[525]. Paul. Jov. Elogia, parlando del Navagero. Il loro ideale sarebbe stato: aliquid in stylo proprium, quod peculiarem ex certa nota mentis effigiem referret, ex naturae genio effinxisse. — Il Poliziano s'inquietava già, quando avea fretta, di scrivere le sue lettere in latino. Cfr. Raph. Volat. Comment. urban. L. XXI.
[526]. Paul. Jov. Dialogus de viris literis illustribus, presso Tiraboschi, ed. Ven. 1796, tom. VII, parte IV. Come è noto, il Giovio voleva per un certo tratto di tempo intraprendere lo stesso grande lavoro, che compì poi il Vasari. — In quel dialogo egli presente anche e deplora che l'uso dello scriver latino fosse assai prossimo a cessare del tutto.
[527]. Nel Breve del 1517 a Franc. de' Rosi, concepito dal Sadoleto, presso Roscoe, Leone X, ed. Bossi VI, p. 172.
[528]. Gasp. Veronens., Vita Pauli II, presso Murat. III, II. col. 1031. Oltre a ciò furono rappresentate forse le tragedie di Seneca e alcune traduzioni latine di produzioni drammatiche greche.
[529]. In Ferrara si rappresentava Plauto per lo più rifatto in veste italiana dal Collenuccio, da Guarino il giovane e da altri, per le cose che esso contiene. Ma Isabella Gonzaga si permetteva di trovarle molto noiose. — Intorno a Pomponio Leto cfr. il Sabellico, Opera, Epist. L. XI. fol. 56 e segg.
[530]. Per ciò che segue veggansi le Deliciae poetar. italor.; — Paul. Jov. Elogia; — Lil. Greg. Gyraldus, De poetis nostri temporis; le Appendici al Roscoe, Leone X, ed. Bossi.
[531]. Filippo Villani, Vite, pag. 5.
[532]. Franc. Aleardi oratio in laudem Franc. Sfortiae, presso Murat. XXV, col. 384. — Nel parallello tra Scipione e Cesare il Guarino stava per quest'ultimo, il Poggio pel primo (Opera, epp. fol. 125, 134 e segg.). — Scipione e Annibale nelle miniature dell'Attavante, v, Vasari, IV. 41. Vita del Fiesole. — I nomi di entrambi adoperati a designare il Piccinino e lo Sforza, v. pag. 135.