Roma vi chiama: Cesar mio novello,

Io sono ignuda et l'anima pur vive;

Or mi coprite col vostro mantello ecc.

[25]. Corio, fol. 302 e segg. Cfr. Ammian. Marcellin. XXIX, 3.

[26]. Così Paolo Giovio: Viri illustr., Jo. Galeatius, Philippus.

[27]. De Gingins: Dépêches des ambassadeurs milanais, II, pag. 200 (N. 213). Cfr. II, 3 (N. 114) e II, 212 (N. 218).

[28]. Paul. Jovius, Elogia.

[29]. Questa riunione di forze e d'ingegno è quella che da Machiavelli vien detta virtù, e ch'egli trova compatibile anche con la scelleratezza, come per esempio nei Discorsi, I, 10, dove parla di Settimo Severo.

[30]. Intorno a ciò veggasi Francesco Vettori, Arch. Stor. VI, pag. 293 e segg. L'investitura fatta da un uomo che dimora in Germania e che d'imperatore romano non ha che il nome, non ha la forza di trasformare un ribaldo in vero signore di una città.

[31]. M. Villani, IV, 38, 39, 56, 77, 78, 92; V, 1, 2, 21, 36, 54.