Dell'alta cifra, a cui salirono in generale i guadagni, fa testimonianza, per esempio, il fatto che ancor nel secolo XIV le quarantaquattro botteghe di orefici che erano sul Ponte Vecchio, rendevano allo Stato 800 fiorini d'oro (Vasari, II, 114. Vita di Taddeo Gaddi). — Il Diario di Buonaccorso Pitti (presso Delecluze, Florence et ses vicissitudes, vol. II) è pieno di dati, i quali però non provano se non in generale gli alti prezzi di tutte le cose e il meschino valore del danaro.
Per Roma naturalmente le rendite della Curia, che affluivano da tutta Europa, non sono un dato attendibile, e non si può fidarsi affatto nemmen di quelli che parlano dei tesori papali e degli averi dei cardinali. Il noto banchiere Agostino Chigi lasciò nel 1520 una sostanza complessiva del valore di 800,000 ducati (Lettere pittoriche, I, append. 48).
[157]. Per ciò che riguarda Cosimo (1433-1465) e suo nipote Lorenzo il Magnifico (morto nel 1492), l'autore si astiene da ogni giudizio sulla loro politica interna. Veggasi un'accusa molto autorevole (di Gino Capponi) nell'Arch. Stor., I, p. 315 e segg. — Le lodi tributate a Lorenzo da Roscoe sembrano essere state quelle che principalmente provocarono una reazione (Sismondi, Histoire des républiques italiennes, fra molti altri).
[158]. Francesco Burlamacchi, il padre del capo dei protestanti lucchesi, Michele Burlamacchi. Cfr. Arch. Stor., Append. tom. II, p. 176. — Come Milano colla sua durezza verso le città sorelle dal secolo XI al XIII facilitò la formazione di un grande Stato dispotico, è noto universalmente. Anche allo spegnersi della dinastia de' Visconti nel 1447, Milano nocque alla libertà dell'Italia superiore col rifiutare ricisamente una federazione di città con parità di diritti. Cfr. Corio, fol. 358 e segg.
[159]. Nella terza domenica dell'Avvento del 1494 il Savonarola predicò sul modo di attuare una costituzione come segue: le sedici compagnie della città dovrebbero preparare un progetto, i gonfalonieri scegliere i quattro migliori, e da questi la Signoria l'ottimo! — Ma le cose poi andarono diversamente, e precisamente per l'influenza stessa del Frate.
[160]. Quest'ultima denominazione per la prima volta nel 1527, dopo la cacciata de' Medici. Veggasi il Varchi, I, 121 ecc.
[161]. Machiavelli, Storie fiorent., lib. III. «Un savio dator delle leggi» poteva salvar Firenze.
[162]. Varchi, Storie fiorent., I, p. 210.
[163]. Discorso sopra il riformar lo Stato di Firenze, nelle Opere minori, p. 207.
[164]. La stessa opinione, senza dubbio tolta di qui, incontrasi in Montesquieu.