Piscaris natum retibus, ecce, tuum.
[224]. Machiavelli, Opere, ediz. Milan. vol. V, p. 387, 393, 395, nella Legazione al duca Valentino.
[225]. Tommaso Gar, Relazioni della Corte di Roma, I, p. 12 nella Relaz. di P. Capello. Letteralmente è detto: il Papa rispetta Venezia quanto nessun altro potentato del mondo, e però desidera che ella (la signoria di Venezia) protegga il figliuolo e dice voler fare tale ordine, che il Papato o sia suo, ovvero della Signoria nostra. La parola suo non può riferirsi che a Cesare. Del resto delle incertezze cagionate dall'uso del pronome possessivo si ha un saggio nella questione oggidì ancor viva rispetto alle parole usate dal Vasari nella Vita di Raffaello: «a Bindo Altoviti fece il ritratto suo» ecc.
[226]. Strottii poetae, p. 19, nel poema sulla Caccia di Ercole Strozza, cui triplicem fata invidere coronam. Poi anche nell'Elegia per la morte di Cesare, p. 31 e segg.: speraretque olim solii decora alta paterni.
[227]. Ibid. Giove una volta avrebbe promesso: affore Alexandri sobolem, quae poneret olim Italiae leges, atque aurea saecla referret, ecc.
[228]. Ibid: sacrumque decus majora parantem deposuisse.
[229]. Come è noto, egli era congiunto in matrimonio con una principessa francese della casa di Albret, e n'ebbe una figlia: ma in qualche modo avrebbe pur cercato di fondare una dinastia. Non si sa s'egli abbia fatto passi per riprendere il cappello cardinalizio, quantunque (secondo il Machiavelli, l. c. 285) dovesse calcolare sopra una prossima morte del padre.
[230]. Machiavelli, l. c. p. 334. Dei disegni su Siena, ed eventualmente su tutta la Toscana, esistevano, ma non erano ancora maturi: inoltre non si poteva prescindere dall'assenso della Francia.
[231]. Machiavelli, l. c. p. 326, 351, 314. — Matarazzo, Cronaca di Perugia, Arch. stor. XVII. II, p. 137 e 221: egli voleva che i suoi soldati si acquartierassero a loro piacere, per guisa che in tempo di pace guadagnavano più ancora, che in tempo di guerra.
[232]. Così Pierio Valeriano, De infelicitate literator., parlando di Giovanni Regio.