[377]. Ciò che segue, è tolto da Jo. Ant. Campanus, Vita Pii II, presso Murat. III, II, col. 980 e segg. — Pii II Commentarii p. 48, 72 e segg. 206, 248 e segg. 501 e altrove.
[378]. Boccaccio, Fiammetta, cap. 5.
[379]. Leandro Alberti, Descriz. di tutta l'Italia, fol. 285. — Secondo Leonardo Aretino (Baluz. Miscell. III, p. III) Ciriaco percorse l'Etolia, l'Acarnaia, la Beozia, il Peloponneso e vide Sparta, Argo ed Atene.
[380]. Due esempi per molti: la favolosa storia primitiva di Milano nel Manipulus, (Murat. XI, col 552) e quella di Firenze, sul principio della Cronaca di Ricordano Malaspini e presso Giov. Villani, secondo il quale Firenze aveva ragione di osteggiar Fiesole anti-romana e ribelle, mentre essa nutriva sentimenti così schiettamente romani (I, 9, 38, 41, II, 2). — Dante, Inf. XV, 76.
[381]. Commentarii, p. 206, nel libro IV.
[382]. Mich. Cannesius, Vita Pauli II, presso Murat. III, II, col. 993. L'autore, per la pretesa parentela col Papa, non vuol essere scortese nemmeno con Nerone: egli dice soltanto: de quo rerum scriptores multa ac diversa commemorant. — Più singolare ancora parrà che la famiglia Plato di Milano si lusingasse di discendere dal grande Platone, e che Filelfo osasse dire ciò in un discorso per nozze e ripeterlo poscia in un elogio del giurista Teodoro Plato, come altresì che un Giovannantonio Plato al ritratto in rilievo del filosofo da lui scolpito (nel cortile del palazzo Magenta in Milano) non esitasse a porre un'iscrizione, nella quale si leggeva: Platonem suum, a quo originem et ingenium refert.
[383]. Su ciò veggasi il Nantiporto, presso Murat. III, II, col. 1094; e l'Infessura, presso Eccard Scriptores, II, col. 1951. — Matarazzo, nell'Arch. stor. XVI, II, p. 180.
[384]. Già sotto Giulio II si continuò a scavare nella persuasione di trovare altre statue. Vasari XI, p. 302, Vita di Giov. da Udine.
[385]. Quatremère, Storia della vita etc. di Raffaello, ed. Longhena, p. 531.
[386]. Lettere pittoriche, II, I. Il Tolomei al Landi, 14 nov. 1542.