[387]. Egli voleva curis animique doloribus quacumque ratione aditum intercludere; le allegre riunioni e la musica lo attraevano moltissimo, e in tal modo sperava di prolungar la vita. Leonis X vita anonyma, presso Roscoe, ed. Bossi, XII, p. 169.

[388]. Delle satire dell'Ariosto riferisconsi a questo argomento la I (Perch'ho molto ecc.) e la IV (Poichè, Annibale ecc.).

[389]. Ranke, Die röm. Päpste, I, 408 e segg. — Lettere de' principi, I. Lettera del Negri, 1 settembre 1522.... tutti questi cortigiani esausti da Papa Leone e falliti.

[390]. Pii II Commentarii, p. 251, nel libro V. — Cfr. anche l'elegia di Sannazzaro in ruinas Cumarum, nel libro II.

[391]. Polifilo, Hypnerotomachia, senza numerazione di pagine. In estratto presso Temanza, p. 12.

[392]. Mentre tutti i Padri della Chiesa e tutti i pellegrini non parlano che di una grotta. Anche i poeti fanno senza del palazzo. Cfr. Sannazzaro, De partu Virginis, L. II.

[393]. Principalmente da Vespasiano Fiorentino, nel vol. X dello Spicileg. romanum del Mai. L'autore era un librajo fiorentino e spacciatore di copie, intorno alla metà del secolo XV e dopo.

[394]. Come è noto, si spacciarono anche delle falsificazioni, per trarre in errore o mettere in derisione i dilettanti di antichità. Veggansi nelle opere bibliografiche, per molti altri, gli articoli concernenti Annio da Viterbo.

[395]. Vespas. Fior. p. 31: Tommaso da Serezana usava dire, che dua cose farebbe, s'egli potesse mai spendere, ch'era in libri e murare. E l'una e l'altra fece nel suo pontificato. — Intorno a' suoi traduttori veggasi Aen. Sylv. De Europa, cap. 58, p. 459, e Papencordt, Gesch. der Stadt Rom, p. 502.

[396]. Vespas. Fior. p. 48 e 658, 665. Cfr. J. Mannetti, Vita Nicolai V, presso Murat. III, II, col. 925 e segg. — Se e come Calisto III abbia in parte catalogato la raccolta, veggasi in Vespas. Fior. p. 284 e segg., coll'avvertenza del Mai.