[384]. Riscontro assai notevole coi Sanesi, i quali nel 1483 aveano donato la loro città lacerata dai partiti sotto forma solenne alla Madonna. V. Allegretto, presso Murat. XXIII, col. 815.
[385]. Degli impii astrologi egli dice: non è da disputar (con loro) altrimenti che col fuoco.
[386]. V. il passo relativo nella Predica XIV sopra Ezechiello, presso Perrens, l. c. vol. I, pag. 30, nota.
[387]. Col titolo: De rusticorum religione.
[388]. Franco Sacchetti, Nov. 109, dove sono altri aneddoti di simil genere.
[389]. Bapt. Mantuan. De sacris diebus, L. II, esclama:
Ista superstitio, ducens a Manibus ortum
Tartareis, sancta de religione facessat
Christigenum! vivis epulas date, sacra sepultis.
Un secolo prima, quando l'esercito di Giovanni XXII entrò nella Marca contro i Ghibellini, si giustificò l'invasione con una accusa esplicita di eresia ed idolatria; tuttavia anche Recanati, che si arrese spontaneamente, non isfuggì all'incendio, «perchè quivi erano stati adorati alcuni idoli». Giov. Villani, IX. 139, 141. — Sotto Pio II si parla di un ostinato adoratore del sole, urbinate di nascita. Aen. Sylv. Opera:, p. 289. Histor. rer. ubique gestar. c. 12. — Il fatto più singolare accadde nel Foro romano sotto Leone X: per causa di una pestilenza fu sacrificato con solenni riti pagani un toro. Paul. Jov. Histor. XXI, 8.