[400]. Questa notevole espressione, nel lavoro de' suoi ultimi anni, De sacris diebus, L. I, si riferisce veramente tanto all'arte sacra, che alla profana. Agli ebrei, egli dice, a ragione fu interdetta ogni rappresentazione figurativa, perchè altrimenti sarebbero ricaduti nell'idolatria, che regnava tutto all'intorno:
Nunc autem, postquam penitus natura Satanum
Cognita, et antiqua sine majestate relicta est,
Nulla ferunt nobis statuae discrimina, nullos
Fert pictura dolos; jam sunt innoxia signa;
Sunt modo virtutum testes monimentaque laudum
Marmora, et aeternae decora immortalia famae....
[401]. Così Battista Mantovano si lagna di certi nebulones (De sacr. dieb. L. V), che non volevano credere all'autenticità del preziosissimo Sangue di Mantova. Anche quella critica, che oramai disputava sulla donazione di Costantino, non poteva certamente essere favorevole al culto delle reliquie, benchè non ne parlasse.
[402]. Specialmente nel canto XXIII, 1, la celebre preghiera di S. Bernardo: Vergine Madre, figlia del tuo figlio ecc.
[403]. Fors'anche Pio II, colla sua Elegia alla Vergine (nelle Opere, p. 964), e che sin dalla sua gioventù si credeva sotto la protezione speciale di Maria. Jac. Card. Papiens. De morte Pii, p. 656.