[404]. Importantissimi in questo riguardo sono i pochi e freddi sonetti di Vittoria alla Vergine (N. 85 e segg.).

[405]. Bapt. Mantuan. De sacris diebus, L. V, e specialmente il discorso di Pico, che era destinato a recitarsi nel Concilio lateranense, presso Roscoe, Leone X, ed. Bossi, vol. VIII, p. 115.

[406]. Monachi Paduani chron. L. III, sul principio. Di questa pubblica penitenza vi si dice: invasit primitus Perusinos, Romanos postmodum, deinde fere Italiae populos universos. — Per converso Gugl. Ventura (De gestis Astensium, col. 701) chiama la processione dei Flagellanti admirabilis Lombardorum commotio, aggiungendo che alcuni eremiti aveano lasciato le loro solitudini per venire nelle città ed eccitarle a penitenza.

[407]. Giov. Villani, VIII, 122, XI, 23.

[408]. Corio, fol. 21. Sismondi VII, 398 e segg.

[409]. Peregrinazioni a luoghi più lontani sono assai rare. Quelle dei principi di casa d'Este a Gerusalemme, a S. Jacopo di Galizia e a Vienna sono annoverate nel Diario ferrarese, presso Muratori XXIV, col. 182, 197, 190, 279. Quelle di Rinaldo Albizzi in Terrasanta presso Machiavelli, Stor. fiorent. L. V. Anche qui talvolta il movente è la sete di acquistar fama e gloria: di Leonardo Frescobaldi, e di un suo compagno, che intorno al 1400 volevano peregrinare in Terrasanta, il cronista Giovanni Cavalcanti (II, p. 478) dice: stimarono di eternarsi nella mente degli uomini futuri.

[410]. Bursellis, Annal. Bonon. presso Murat. XXIII, col. 800.

[411]. Allegretto, presso Murat. XXIII, col. 855 e segg.

[412]. Burigozzo, Arch. Stor. III, p. 486. — Per la miseria della Lombardia in quel tempo la fonte più autorevole è Galeazzo Capella (De rebus nuper in Italia gestis); nel complesso Milano non sofferse meno di quello che abbia sofferto Roma nel famoso Sacco.

[413]. La si chiamava anche l'arca del testimonio, e si era persuasi che la cosa era disposta con gran misterio.