[504]. Balth. Castilionii Prosopopeja Lud. Pici.
[505]. Gio. Villani, XI, 2. Egli intese la cosa dall'abate de' Vallombrosani, al quale l'aveva narrata l'eremita stesso.
[506]. Di ciò che le maliarde potessero nell'antico tempo romano, non rimangono che scarsissimi cenni. Della trasformazione di un uomo in un asino nel secolo XI sotto Leone IX veggasi in Malmesbur, II, § 171 (vol. I, p. 282).
[507]. Questo potrebbe essere stato il caso della singolare ossessa, che intorno al 1513 fu consultata a Ferrara ed altrove da alcuni grandi di Lombardia per udirne le profezie; essa si chiamava Rodogina. I particolari in Rabelais Pantagruele, IV, 58.
[508]. Jov. Pontan. Antonius.
[509]. Graziani, Arch. Stor. XVI, I, p. 565, ad a. 1445, parlando di una strega di Nocera, che offerse soltanto la metà e fu arsa. La legge colpisce quelle che facciono le fature ovvero venefitie ovvero encantatione d'immundi spiriti a nuocere.
[510]. Lib. I, op. 46, Opera, p. 531 e segg. Invece di umbra a pag. 532 deve leggersi Umbria, e invece di lacum leggasi locum.
[511]. Più tardi lo dice Medicus ducis Saxoniae, homo tum dives, tum potens.
[512]. Una specie di baratro infernale si conosceva nel secolo XVI non lungi da Ansedonia in Toscana. Era una caverna, dove nell'arena scorgevansi tracce d'animali e d'uomini, che, anche cancellate, tornavano a riapparire il giorno seguente. Uberti, il Dittamondo, L. III, cap. 9.
[513]. Pii II Comment. L. I, p. 10.