[524]. Septimo Decretal. l. c.
[525]. Zodiacus, Vitae, XII. 363, 529. Cfr. X, 393 o segg.
[526]. Ibid. IX, 201 e segg.
[527]. Ibid. X, 770 e segg.
[528]. Il tipo mitico degli stregoni nei poeti di allora è, come tutti sanno, Malagigi. Dipingendo questa figura il Pulci si esprime anche teoricamente sui limiti della potenza dei demonii e degli scongiuri (Morgante. Canto XVIV, str. 106 e segg.). Peccato che non si possa sapere quanto sul serio egli prendesse la cosa. (Cfr. Canto XXI).
[529]. Polidoro Virgilio era bensì italiano di nascita, ma la sua opera De prodigiis non fa che constatare sostanzialmente le superstizioni d'Inghilterra, dov'egli passò la sua vita. Parlando però della prescienza dei demonii, egli fa una singolare applicazione delle sue teorie al Sacco di Roma del 1527.
[530]. Tuttavia l'assassinio per lo meno è ben di rado lo scopo e forse mai il mezzo. Un dissoluto, quale era Gilles de Retz (intorno al 1440), il quale sacrificò ai demonii più di cento fanciulli, non trova in Italia neanche un lontano riscontro.
[531]. Cfr. l'importante scritto di Roth Virgilio Mago nella «Germania» di Pfeiffer, IV. — Il sorgere di Virgilio nel posto dell'antico teleste può probabilmente spiegarsi dai frequenti pellegrinaggi alla sua tomba, che ancora al tempo imperiale devono aver colpito la fantasia popolare. — Sul telesma di Parigi, v. Gregorio Turon. VIII, 33.
[532]. Uberti, Dittamondo, L. III, c. 14.
[533]. Ciò che segue veggasi in Giovanni Villani, I, 42, 60, II, 1, III, 1, V, 38, XI, 1. Egli stesso non crede a simili empietà. — Cfr. Dante, Inferno, XIII, 146.