Nelle feste veneziane, invece dei carri, furono maravigliosamente splendide e fantastiche le regate. Una corsa del Bucintoro, mandato fuori nel 1491 a ricevere le principesse di Ferrara (v. pag. 194), ci vien descritta come uno spettacolo degno di leggenda:[287] esso era preceduto da innumerevoli barche coperte di tappeti e ghirlande e piene di una gioventù sfarzosamente vestita in diversi costumi: sulle macchine sospese movevansi all'intorno dei genii simboleggianti i diversi attributi degli dei: più lungi e più in basso stavano altri personaggi aggruppati in forma di tritoni e di ninfe: dovunque canti, olezzi, e ondeggiar di bandiere tessute in oro. Dietro al Bucintoro s'accalcava tal folla di barche d'ogni genere, che per un miglio tutto all'intorno non si vedeva più l'acqua. Tra le altre festività, oltre la pantomima già sopra nominata, degna di particolare menzione, per la novità, fu una regata di cinquanta robuste fanciulle. Nel secolo XIV[288] la nobiltà era divisa in corporazioni speciali per disporre le feste, il cui elemento principale consisteva sempre in qualche straordinaria macchina portata da una nave. Così, per esempio, nel 1541, in occasione di una festa dei «Sempiterni», movevasi pel Canal Grande un «Universo» rotondo, nella cui cavità aperta fu tenuto un grandioso ballo. Anche il carnevale qui era celebre per balli, mascherate e rappresentazioni d'ogni specie. Talvolta la piazza di S. Marco fu trovata abbastanza grande, per tenervi non solo de' tornei (v. pag. 123 e 158), ma anche dei trionfi, come s'usava in terraferma. In una festa celebrata per rallegrarsi di una pace conchiusa,[289] le pie confraternite (scuole) s'incaricarono ciascuna di decorare una parte della processione. In essa si vide, tra aurei candelabri con lumi accesi di cera rossa e fra innumerevoli schiere di cantori e di fanciulli alati, portanti auree coppe e cornucopie, un carro, sul quale stavano in trono Noè e Davidde; poi veniva Abigaille conducendo un cammello carico di tesori, ed un secondo carro tutto ripieno di simboli politici, tra cui l'Italia tra Venezia e la Liguria, e sur un gradino più elevato tre genii femminili portanti gli stemmi dei principi alleati. Fra molte altre cose seguiva una sfera mondiale con le costellazioni all'intorno, a quanto sembra. Su altri carri procedevano da ultimo i principi stessi rappresentati al vero, insieme ai loro famigliari e agli stemmi, se è giusta l'interpretazione, che noi diamo alla leggenda che ne parla.
Il carnevale propriamente detto, prescindendo da queste grandi marce trionfali, non avea forse nel secolo XV in nessun luogo un aspetto tanto svariato, quanto a Roma.[290] Qui le corse erano di tutte le specie immaginabili: ve n'erano di cavalli, di bufali, di asini, e viceversa di vecchi, di giovani, di ebrei ecc. Paolo II dava banchetti al popolo intero dinanzi al palazzo di Venezia, dove abitava. Oltre a ciò i giuochi in piazza Navona, che forse non erano mai morti del tutto sino dalla più remota antichità, avevano un carattere splendidamente guerresco: essi consistevano in una finta battaglia di cavalieri e in una mostra della borghesia sotto le armi. Il tempo in cui era permesso di mascherarsi durava a lungo e talvolta abbracciava un periodo di parecchi mesi.[291] Sisto IV non si fe' scrupolo alcuno di passare nei punti più popolati della città, al Campofiore e presso ai Banchi, attraverso ad una folla di maschere, e soltanto non accettò la visita di un drappello di queste, che voleva essere ammesso nel Vaticano. Sotto Innocenzo VIII crebbe d'assai una usanza certo molto riprovevole, introdottasi già fra i cardinali qualche tempo prima, di mandarsi cioè reciprocamente carri pieni di maschere in splendidi costumi, con buffoni e cantori, che dicevano versi scandalosi, ed erano accompagnati da cavalieri. — Oltre il carnevale, i Romani sembrano aver avuto in molto pregio anche le grandi processioni con fiaccole accese. Quando Pio II nel 1459 tornò dal congresso di Mantova,[292] il popolo improvvisò in suo onore una cavalcata di questo genere, che si moveva in giro splendidamente dinanzi al suo palazzo. Tuttavia Sisto IV non volle una volta accettare una simile dimostrazione notturna del popolo, che s'era proposto di venire con torcie accese e rami di ulivo[293] sotto le finestre del suo palazzo.
Ma il carnevale fiorentino superava il romano per una specie particolare di processioni, che ha lasciato una traccia anche nella letteratura.[294] Fra una folla di maschere a piedi e a cavallo avanzavasi un carro enorme di forme fantastiche, in cima al quale stavano una figura ed un gruppo allegorico con tutto il loro seguito, per esempio, la gelosia con quattro facce fornite d'occhiali in una sola testa, i quattro temperamenti (v. pag. 42) coi pianeti relativi, le tre Parche, la Prudenza in trono sopra la Speranza e la Paura, che giacciono legate a' suoi piedi, i quattro elementi, le età dell'uomo, i venti, le stagioni, e così via, nè vi mancava neanche il carro della Morte colle bare, che poi s'aprivano. Altre volte era una splendida scena mitologica, come Bacco e Arianna, Paride ed Elena ecc. O finalmente un coro di persone costituenti una classe speciale, per esempio i mendicanti, i cacciatori e le ninfe, le anime dannate, che in vita furono donne spietate, gli eremiti, i vagabondi, gli astrologi, i diavoli, i venditori di merci particolari, ed una volta perfino il popolo, i quali tutti poi nel canto doveano reciprocamente accusarsi e vilipendersi a vicenda. I canti, che furono raccolti e conservati, davano la spiegazione della mascherata in versi ora appassionati, ora scherzevoli e spesso estremamente osceni. Anche a Lorenzo il Magnifico vengono attribuiti alcuni dei più immorali, probabilmente perchè il vero autore non osava manifestarsi. Ma, comunque sia, certamente suo era il bel canto, che accompagnava la scena di Bacco ed Arianna, il cui ritornello echeggia ancora sino a noi dal secolo XV, quasi come un doloroso presentimento del breve splendore, che doveva avere l'epoca del Rinascimento:
Quanto è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c'è certezza.