[17]. Gay, Carteggio, I, p. 422, all'anno 1291. — I Visconti adoperavano perfino dei leopardi ammaestrati, come belve da caccia, specialmente contro le lepri, che si facevano scovare dai cani. Cfr. Kobell, Wildanger, p. 247, dove si citano altri esempi posteriori di caccie con leopardi.

[18]. Strozii poetae, p. 146. Cfr. p. 188, e sul parco della selvaggina pag. 193.

[19]. Cron di Perugia, l. c. XVI, II, p. 199. — Qualche cosa di simile si ha nel Petrarca, De remed. utriusque fortunae, I, 61, ma ancor meno accentuatamente.

[20]. Jovian. Pontanus De magnificentia. — Nel giardino zoologico del cardinale d'Aquileja ad Albano nel 1463 trovavansi, oltre a dei pavoni e dei polli d'India, anche delle capre di Siria dalle lunghe orecchie: Pii II Comment. XI, p. 562 e segg.

[21]. Decembrio, ap. Muratori XX, col. 1012.

[22]. Maggiori particolari in Paul. Jov. Elogia, parlando di Tristano d'Acuna. Sui porco-spini e gli struzzi del palazzo Strozzi a Firenze, veggasi Rabelais, Pantagruel, IV, chap. 11. — Lorenzo il Magnifico ricevette dall'Egitto per mezzo d'alcuni mercanti una giraffa; Baluz. Miscell. IV, 516.

[23]. Ibid. parlando di Francesco Gonzaga. — Sul lusso dei milanesi nelle razze cavalline v. Bandello parte II, Nov. 3 e 8. — Anche nelle poesie epiche taluno degli eroi fa sfoggio di cognizioni tecniche. Cfr. Pulci, il Morgante, c. XV, str. 105 e segg.

[24]. Paul. Jov. Elogia, parlando di Ippolito de' Medici.

[25]. Non sarà fuor di posto il dar qui occasionalmente qualche notizia sulla schiavitù in Italia al tempo del Rinascimento. Un cenno principale, benchè brevissimo, si ha in Jovian. Pontan. De obedientia, L. III: nell'alta Italia non v'erano schiavi: nelle altre parti si comperavano dall'Impero turco bulgari, circassi ed anche cristiani, e si facevano servire sino a che avessero scontato il prezzo del loro riscatto. Invece i negri continuavano a rimanere schiavi, ma non era permesso, almeno nel regno di Napoli, di mutilarli. — Moro designa tutti gli uomini di color bruno: il negro dicesi Moro nero. — Fabroni Cosmos adnot. 110: atto di vendita di una schiava circassa (1427); adnot. 141: prospetto delle schiave di Cosimo. — Nantiporto, presso Muratori III, II, col. 1106: Innocenzo VIII riceve cento Mori in dono da Ferdinando il Cattolico e li regala a cardinali ed altri signori (1488). — Masuccio, Novelle, 14: trafficabilità degli schiavi; — 24 e 25: schiavi negri, che al tempo stesso lavorano come facchini (a vantaggio dei loro padroni?); — 48: alcuni Catalani fanno prigioni alcuni Mori di Tunisi e li vendono a Pisa. — Gay, Carteggio, I, 360; manomissione e dotazione di uno schiavo negro in un testamento fiorentino (1490). — Paul. Jov. Elogia, sub Franc. Sfortia. — Porzio Congiura, III, 194. — e Comines, Charles VIII, chap. 17: negri destinati a far da carnefici e carcerieri della casa d'Aragona in Napoli. — Paul. Jov. Elogia, sub Galeatio: un negro, quale compagno dei principi nelle uscite. — Aeneae Sylvii opera, pag. 456: uno schiavo negro come virtuoso di musica. — Paul. Jov. De piscibus, cap. 3: un negro (libero?) come maestro di nuoto e palombaro in Genova. — Alex. Benedictus, de Charolo VIII, presso Eccard, scriptor II, col. 1608: un negro (Aethiops), quale ufficiale superiore in Venezia, dietro di che anche Otello può immaginarsi come negro. — Bandello, parte III, Nov. 21: se uno schiavo merita punizione, i genovesi lo condannano alle Baleari, e precisamente ad Jviza a trasportarvi il sale.

[26]. Egli è appena necessario riportarsi alla celebre pittura, che di questo argomento si trova nel secondo volume del Cosmos di Humboldt.