[27]. A questo argomento si riferiscono le osservazioni di Guglielmo Grimm riportate da Humboldt, l. c.
[28]. Carmina Burana, p. 162, de Phillide et Flora, str. 66.
[29]. Difficilmente s'indovinerebbe che cosa altrimenti fosse andato a fare sulla vetta del monte Bismantova nella provincia di Reggio. Purgat. IV, 26. Anche la precisione, colla quale egli cerca di mettere in evidenza tutte le parti del suo mondo sopranaturale, mostra in lui un profondo sentimento del bello, che risulta dalla natura e dalle forme. — Che poi sulla cima dei monti si sognasse la esistenza di tesori nascosti e al tempo stesso vi sì guardasse con una specie di superstizioso terrore, si rileva apertamente dal Chron. Novaliciense, II, 5 presso Pertz, Script. VII e Monum. hist. patriae, Script. III.
[30]. Oltre alla descrizione di Baja nella Fiammetta, della selva nell'Ameto ecc., vi è un passo nella Genealogia Deor. XIV, II, molto importante, dove egli enumera una quantità di oggetti campestri, alberi, prati, ruscelli, greggi, capanne ecc. e aggiunge che queste cose animum mulcent, e che il loro effetto è quello di mentem in se colligere.
[31]. Libri, Histoire des sciences mathémat. II, p. 249.
[32]. Quantunque volentieri vi si riporti; per es. de vita solitaria, specialmente a pag. 241, dove cita la descrizione di un pergolato dalle opere di S. Agostino.
[33]. Epist. famil. VII, p. 675. Interea utinam scire posses, quanta cum voluptate solivagus ac liber, inter montes et nemora, inter fontes et flumina, inter libros et maximorum hominum ingenia respiro, quamque me in ea, quae antea sunt, cum Apostolo extendens, et praeterita oblivisci nitor et praesentia non videre. Cfr. VI, 3, p. 605.
[34]. Jacuit sine carmine sacro. — Cfr. Itinerarium syriacum, p. 558.
[35]. Egli distingue nell'Itinerar. syr., p. 557 nella Riviera di Levante colles asperitate gratissima et mira fertilitate conspicuos. Sulla spiaggia di Gaeta cfr. De remediis utriusque fortunae, I, 54.
[36]. De orig. et vita, p. 3: subito loci specie percussus.