[57]. Sono queste le canzoni e i sonetti, che ogni fabbro e ogni asinaio cantava e svisava con molto cruccio di Dante: (cfr. Franco Sacchetti, Nov. 144, 115) tanto è vero, che questa poesia passa assai presto nella bocca del popolo.

[58]. Vita nuova, p. 52.

[59]. Per la psicologia teorica di Dante uno dei passi più importanti si ha nel Purgat. c. IV in sul principio. Veggansi, oltre a ciò, i punti che vi si riferiscono nel Convito.

[60]. I ritratti della scuola di van Eyk proverebbero il contrario pei paesi del nord. Essi rimarranno per lungo tempo ancora superiori a qualunque descrizione fatta col mezzo della parola.

[61]. Peccato soltanto, che le sue lettere contengano sì pochi aneddoti relativi alla vita spensierata che allora si conduceva in Avignone, e che le corrispondenze dei suoi numerosi conoscenti e degli amici di questi ultimi o sieno andate perdute, o non abbiano esistito giammai!

[62]. Ristampati nel volume XVI delle sue Opere volgari.

[63]. Nel canto del pastore Teogape, dopo la festa di Venere, Parnaso teatrale, Lipsia 1829, p. VIII.

[64]. Il celebre Leonardo Aretino, quale capo dell'umanismo al principio del secolo XV, pensa bensì che gli antichi Greci di umanità e di gentilezza di cuore abbino avanzato di gran lunga i nostri italiani; ma egli dice questo al principio di una novella, che contiene una storia sentimentale dell'infermo principe Antioco e della di lui matrigna Stratonica, vale a dire un documento in sè molto ambiguo e per di più di origine mezzo asiatica. (Ristampata anche come Appendice alle Cento novelle antiche).

[65]. Ciò non impediva peraltro ai drammatici d'occasione di adulare abbastanza alle singole corti ed ai principi.

[66]. Paul. Jovius, Dialog. de viris lit. illustr., presso Tiraboschi VII, IV. Lib. Greg. Gyraldus, De poetis nostri temporis.