[234]. Giov. Villani, VIII, 70.
[235]. Cfr. per es. l'Infessura (Eccard, Scriptt. II, col. 1896). — Corio, fol. 417, 421.
[236]. Il dialogo nei Misteri per lo più è in ottave, il monologo in terzine.
[237]. Nè si ha bisogno per questo di pensare al Realismo degli Scolastici. — Ancora intorno al 979 il vescovo Wiboldo di Cambray prescriveva a' suoi chierici, invece del giuoco de' dadi, una specie di tarocco spirituale, con non meno di 56 nomi di virtù rappresentate da altrettante combinazioni delle carte. Cfr. Gesta Episcopor. Cameracens. Pertz, Scriptor, VII, p. 433.
[238]. Tali sono quelli, coi quali egli crea delle figure sopra delle metafore, qual'è, per esempio, il gradino medio fesso per metà alla porta del Purgatorio, che deve significare la contrizione del cuore (Purgat. IX, 97), mentre per vero ogni pietra, quando ha fenditure, non può più servir di gradino, ovvero anche l'altro passo (Purgat. XVIII, 94), nel quale condanna i tepidi della vita presente a scontare la loro colpa nell'altra col correre continuo, mentre in correre potrebbe anche essere indizio di fuga ecc.
[239]. Inferno, IX, 61. Purgat. VIII, 19.
[240]. Poesie satiriche, ed. Milan. p. 70 e segg. — Della fine del secolo XV.
[241]. Quest'ultima allegoria trovasi, per esempio, nella Venatio del card. Adriano da Corneto. In essa Ascanio Sforza nei piaceri della caccia deve trovare un conforto contro il dolore della rovina della sua casa. Cfr. vol. I, pag. 350.
[242]. Propriamente nel 1454. Cfr. Olivier de la Marche, Mémoires, chap. 49.[243]
[243]. Il giuramento sul fagiano fu prestato nel celebre banchetto, che Filippo di Borgogna diede nel 1454 allo scopo di promovere una crociata contro i Turchi, che l'anno innanzi aveano preso Costantinopoli. In quel banchetto il duca aveva spiegato un lusso ed una magnificenza affatto fuori dell'ordinario. L'abbigliamento nel quale egli comparve, fu stimato da solo un milione di talleri. Tutto il resto era in proporzione; per cui non a torto fu detto che quella festa abbia costato una somma superiore all'intera rendita annua del re di Francia. Sulla fine del banchetto fu recato un fagiano adorno di una collana riccamente tempestata di pietre preziose, sul quale ciascuno dei convitati giurò in nome di Dio, della Vergine e del fagiano di voler combattere gl'infedeli; giuramento che, s'intende da sè, ognuno dimenticò, non appena terminata la festa. — Per più minuti ragguagli veggasi Weiss, Gesch. der Tracht und des Geräthes vom 14 bis zum 16 Jahrhundert, I, Abthl, pag. 103, 104. Nota del Traduttore.