[354]. Ricordi, N. 28. delle Opere inedite, vol. I.

[355]. Ricordi, N. 1, 123, 125.

[356]. Per vero molto incostante.

[357]. Cfr. il suo Orlandino cantato sotto il nome di Limerno Pitocco, cap. XI, str. 40 e segg. cap. VII, str. 57, cap. VIII, str. 3 e segg. specialmente la 57.

[358]. Diario ferrarese, presso Murat. XXIV col. 362.

[359]. Egli aveva con sè un interprete tedesco ed uno slavo. Anche san Bernardo dovette una volta, predicando nei paesi renani, ricorrere ad un tale spediente.

[360]. Il Capistrano, per esempio, si accontentava di fare il segno della croce su migliaja d'infermi, che gli erano condotti e di benedirli in nome della santa Trinità e di san Bernardino suo maestro, dietro di che qua e là accadeva realmente qualche guarigione, come in simili casi suole accadere. La cronaca di Brescia accenna al fatto con queste parole: egli fece di bei miracoli, ma nel narrarli si andava oltre il vero.

[361]. Per esempio il Poggio, De avaritia, nelle Opere, fol. 2. Egli trova l'opera dei predicatori facile, perchè in ogni città ripetevano le stesse cose e congedavano il popolo, lasciandolo più sciocco di quando era venuto.

[362]. Franco Sacchetti, Nov. 73: predicatori che non riescono nel loro intento, sono un tema frequente in tutti i novellieri.

[363]. Cfr. la nota farsa del Decamerone. VI, Nov. 10.