Qua e là giravano i venditori di leccornìe, berciando la loro merce.

La folla era mossa da un solo desiderio: veder Nello, veder l'assassino, il ladro del Vicolo della Luna!

A un tratto si udirono i primi gravi rintocchi della campana.

Un urlo immenso proruppe da tutti que' petti: centinaia di teste e di braccia si alzarono in aria; il mite popolo toscano impazzava di ferocia in quei momenti.

La campana continuava a suonare lenta, monotona, sinistra su quell'osceno tripudio.

La gente fitta sulle scalinate di Badia si rizzava in punta di piedi, si spenzolava dai parapetti delle gradinate.

Un gruppo di preti stavano solenni, maestosi sulla porta della chiesa; i preti, non meno degli altri, curiosi, gli occhiali inforcati, e due di essi ritti su sgabelli.

Volevano tutti vedere l'assassino del Vicolo della Luna, ma il vedere le sue fattezze, la sua persona non era la principale attrattiva.

I vecchi, le donnicciuole, le beghine, i mercatini erano stati stimolati da un'altra idea.

Aspettavano che uscissero i condannati per leggere il cartello, che portavano legato al collo e sul quale erano scritti la età, gli anni della condanna, il giorno del delitto, ecc., ecc.