La smania dei convenuti era di veder Nello, sebbene gli altri delinquenti, che con lui dovevano subire l'ora di esposizione, non fossero, a così dire, di minor levatura.
L'uno era antico cursore, già appartenuto alla polizia. Se n'era andato da Firenze con la moglie, sotto colore che la moglie desiderasse riveder il suo paesello nativo. Tornato poco appresso solo, dette voce di aver lasciato la moglie tra i suoi. Intanto egli trescava con una druda. Venuto un giorno a parole con la mala femmina, e ad aspre e infuocate parole, costei, entrata in ruzzo, si lasciò scappar di bocca che egli aveva ammazzato la propria moglie. Fu detto a due o tre persone, poi ripetuto, propalato: il cadavere della povera donna fu scoperto, dissepolto: l'uxoricida arrestato, condannato. Ecco uno di coloro che quel giorno dovevano comparire alla gogna: o, come pur si diceva, alla berlina.
Ne stavano alquanto di mal'animo i suoi antichi colleghi della polizia, a' quali pareva ricadesse anche su loro un po' dell'orrore di quel delitto.
Ma il popolo non era eccitato dall'uxoricida.
E neppure lo eccitava la imminente comparsa alla gogna di un altro assassino: di colui che aveva subito davanti alla Rota un processo assai clamoroso per avere scannata una serva in una casupola presso l'Arco dei Pescioni.
La scoperta dell'autore del delitto era stata un miracolo di abilità per parte della polizia.
Rimasto lungo tempo ignoto, lo scannatore era stato arrestato una notte caldo caldo nel suo letto, quando ormai credeva all'impunità.
Bellissimo uomo, egli era al servizio di una famiglia cospicua, soleva indossare smagliante livrea, e il popolo lo conosceva per averlo veduto sempre da anni ritto sulla predella dietro la carrozza di un patrizio, come stavano allora i valletti, denominati cacciatori; maestosi e risguardevoli col loro cappello a due punte e i copiosi pennacchi.
Però anche pel cacciatore il popolo non si dava briga più che tanto.
Voleva Nello, non altri che Nello, voleva l'assassino del Vicolo della
Luna!