Da lui soltanto in quell'occasione si dovevano levare i numeri del lotto; da lui doveva venire la fortuna: sul suo cartello tutti avrebbero cercato gli storni, gli ambi, i terni propizi.
—Eccoli! eccoli!
Si udì un immenso grido, che rimbombò per tutte le vie circostanti e fu ripetuto da tutti gli echi.
—Sì, eccoli… Son davvero!
E la gente allungava il collo, lavorava coi gomiti, si accalcava, si pigiava sempre più; quelli sulle scalinate di Badia, strimizziti, addosso l'uno all'altro quasi soffocavano e si contorcevano, si divincolavano, si dibisciavano per arrivare a dar un'occhiata sino all'angolo della porta.
I preti grassi, paffuti, dall'alto dell'ultimo scalino che metteva nella chiesa, guardavano sorridendo quell'agitatissimo ondeggiar di teste.
—Eccolo!—tuonò di nuovo un grido formidabile dalla chiesa di Badia fino all'angolo di via Vergognosa, e il grido fu seguito da una straordinaria concitazione.
Infatti alcuni birri eran comparsi sulla soglia della porta, e dietro ad essi subito uscì fuori Nello pallido, esterrefatto, atterrito dinanzi a quella folla, coi capelli irti sulla fronte, sulla quale gli scendeva a grosse goccie il sudore.
I mercatini lo salutavano con esclamazioni bestiali, gli mostravano i pugni, rompendo in motti di scherno.
Il sotto-boia aprì il cancelletto di legno che era attorno al muricciuolo e spinse dentro Nello.