—E perchè sei tornata, di grazia?—domandava il birro con garbo insinuante.

—Dovreste accorgervene—replicava Lina, accennando agli abiti di lutto che indossava;—sono tornata…. appena ebbi notizia della morte di Bobi!

Una lacrimetta spuntava fra le nere e folte palpebre della ragazza.

Chi l'avesse ben guardata però si sarebbe forse accorto che la fisonomia di lei, non ostante la lacrima, piuttosto che a cordoglio era atteggiata a fine sarcasmo.

—Povero Bobi!—ribattè Lucertolo con voce lamentosa, e componendo il volto a compunzione.—Che morte!… M'è andata al cuore… perchè gli volevo bene—e la voce di Lucertolo sempre più s'inteneriva.—Carattere vivace!… ma, in fondo, un buon figliuolo!….

Lina teneva gli occhi bassi, come se non trovasse espressioni adeguate al suo dolore.

L'una valeva l'altro: avevano tutti e due intelligenza, e l'abito contratto del simulare: a tutti e due quadrava a pennello la parte che sostenevano nella commedia.

Era difficile che a così bravi attori sfuggisse una parola, che non fosse propria della loro parte.

Lucertolo capì che bisognava prendere un'altra strada.

Il tuono patetico non giovava.