—E come sta ora il tuo padrone?
—Male… male… La ferita, che ebbe alla testa, è di quelle che guariscono difficilmente…. e anche guarite lasciano brutti ricordi.
E la ragazza sospirava: mostrava di essere in preda a tale agitazione che il birro non potè continuare le sue domande.
Camminavano in silenzio, l'uno accanto all'altra, da alcuni istanti, quando a un tratto la ragazza, che era stata un po' soprappensiero, e in quegli istanti aveva fatto rapide riflessioni, si fermò verso la metà di Via Condotta, mise la mano sul braccio di Lucertolo, e guardandolo in viso con un'occhiata singolare, gli disse:
—Voglio chiedervi un piacere!
—Parla… chiedi pure—rispose il birro, tutto inuzzolito.—Son pronto a fare tutto quello che vorrai…
Credeva che finalmente gli si offrisse l'occasione di chiarire i suoi dubbii: invece la ragazza gli tendeva un'insidia.
—Posso fidarmi di voi?
—Come ti saresti fidata di tuo fratello… del tuo povero fratello!—replicò Lucertolo con molta serietà.
—Ebbene… io ora vado a casa… Voi verrete fra poco… Non voglio che la gente vi veda entrare con me…. Vi raccomando anzi di esser cauto, e di evitare quanto potete di dar nell'occhio… Ho da confidarvi una cosa….