Era il mazzetto di fiori d'arancio di giaconetta, portato dalla donna il giorno delle sue nozze.
Nella fretta con cui aveva riempito il baule. Lucertolo aveva lasciato cadere in terra quegli oggetti.
Un sospetto tremendo entrò nel mite animo del Tittoli.
Trasse a sè il baule, lo aprì….
E vide il disordine con cui tutto vi era stato gettato alla rinfusa.
Evidentemente, nel morire, sua madre era stata vittima di un furto.
Forse il ladro, spaventandola, o facendole violenza, aveva contribuito a precipitarne, se non a cagionarne la morte.
Il dubbio divenne atroce.
Straziava il cuore del Tittoli, gli dava mille torture.
Sua madre, la sua povera madre, era forse morta disperata, chiamandolo, invocando il suo nome.