Dalla veste usciva un piede minuscolo, delizioso nella sua incomparabile perfezione.
Le braccia spiccavano sulla fodera di raso delle ampie maniche con una bianchezza di gigli e di gardenie.
Il volto piccolo, tale da destare l'estasi dell'artista più vago della vera bellezza, era illuminato da un sorriso di un'espressione celeste, di una bontà ineffabile.
Un giovane era seduto sopra due cuscini, gettati sul tappeto, dinanzi al sofà.
—Stamani mi sono levata così presto per te!—diceva la signora, mentre con la sua mano destra, una mano affilata, sfavillante di anelli, si accomodava, facendo un gesto che le era familiare, i copiosi capelli biondi, di un biondo fulgido, che le formavano come uno splendido diadema sulla fronte divina.—Sono uscita di camera ora… mi avevi detto che saresti venuto a vedermi… e ti assicuro che ero proprio stanca!… Ieri sera, oltre il cantare l'Anna Bolena, l'aver dovuto ripetere tutta l'aria di Desdemona mi aveva spossato… E poi… che vuoi che ti dica… tutti quegli applausi… quei fiori… gli urli della gente, che mi aspettava all'uscita del Teatro… Già tu stesso avrai veduto lo spettacolo… Una trentina di gondole mi hanno accompagnato… Da tutte uscivano suoni, canti, grida di Evviva la Amieri!… Io, nella mia gondola sola, tutta palpitante, pensavo a te… Avrei voluto averti accanto, godere con te di quella immensa ovazione… Appena sono entrata in casa hanno incominciato una serenata… Mi sono affacciata al balcone… Non dimenticherò mai ciò che ho veduto e provato in quel momento incantevole… I suoni, i canti si confondevano in una lieta armonia, la luna gettava splendori su palazzi di marmo, su le acque, su la folla delirante di entusiasmo…
—Ma c'ero anch'io tra quella folla!—diceva il giovane, guardando la bella creatura con gli occhi inondati da lacrime di gioia—c'ero anch'io, e ti ho veduta affacciarti… È stata come un'apparizione divina… Sono io che ho gridato in mezzo al silenzio profondo, che succedette un istante al tuo apparire:—Viva la Amieri!… Ah, tu non hai riconosciuto la mia voce?… Forse perchè la mia voce tremava… come ora… ed io era più inebriato, più commosso di tutti da quella festa…
—Sei sempre buono tu!… Tu sei la mia gioia nel mondo!
E la donna ammaliante tendeva la sua mano profumata al giovane, che la baciava con trasporto.
—Ti ripeto quello che io ti ho detto più volte: io non posso, io non voglio esistere senza di te!—essa replicava.
Il giovane la guardava, orgoglioso, felice d'inspirare tale passione in un cuore così nobile, di veder accettata, prescelta la sua adorazione da una donna di tanta bellezza.